Francesco Bongiovanni (Siracusa): “La ladra di bambini, è la sorella”

"I TRADITORI, SONO TRA NOI"

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Francesco Bongiovanni, residente a Siracusa, esperto in tematiche giudiziarie nelle quali la Legge viene distorta oggi ci illustra una vicenda importante e scrive: “questa storia relativa alla sottrazione di un minore si svolge in Emilia Romagna vicino Bologna regno incontrastato del comunismo italiano. Una bella e normalissima ragazza come tante ha un bel bambino da una relazione interrotta tanto che il bambino prende il cognome della madre. Una storia normale dove la mamma va ad abitare con i genitori-nonni. Una famiglia con normali capacità economiche, il nonno prende una pensione e hanno una casetta dove vivono tutti e quattro”.

“Un giorno il nonno si ammala e muore. La mamma e la nonna adesso devono lavorare un po’ per fare quadrare i conti. Comunque la nonna ottiene un lavoro con l’aiuto dei Servizi Sociali. Infatti siamo negli anni antecedenti il 2012, tempi quando i Servizi Sociali aiutavano le famiglie. Passano gli anni cambiano i governi nazionali e cambiano anche le tendenze dei Servizi Sociali e dei tribunali. D’improvviso intorno al 2016 piombano i Servizi Sociali a casa della nonna e della mamma per verificare le condizioni di vita del bambino. Tutto sembra incredibile dove quelli che prima ti davano una sovvenzione e ti cercavo un lavoro per aiutare la tua famiglia, adesso ti indagano per capire se sei in condizione di mantenere il bambino che è già di loro conoscenza inserito nei loro archivi come facente parte di una famiglia non benestante”.

“Così d’improvviso la nonna e la mamma ricevono una citazione del Tribunale dei minori Emiliano. Qui il giudice dittatore ha ricevuto la prova dei Servizi Sociali che scrivono che il bambino non è tenuto in un ambiente idoneo e la famiglia ha problemi economici, non avendo redditi dimostrabili lavorando in nero”.

“Il giudice-dittatore senza pensarci nemmeno un secondo e contro la voglia della nonna e della mamma e del loro difensore d’ufficio sequestra il bambino e lo affida ad una Casa di accoglienza. E dispone gli incontri della mamma della nonna con il nipote presso la Casa Famiglia. La nonna riferisce che durante gli incontri alla Casa Famiglia reperisce e fotografa cibo avariato somministrato al bambino ed inoltre psicofarmaci somministrati al bambino per acquietarlo della sua voglia di ritornarsene a casa. La storia già squallida per l’abuso commesso dal giudice dittatore a favore degli appaltatori della Casa Famiglia adesso prende una svolta ancora più squallida”.

“Le lamentele della nonna e della madre verso la Casa Famiglia portano ad una revisione dell’affidamento del bambino. La sorella della madre del bambino che convive non maritata con un uomo e che da sempre ha desiderato avere figli è convocata dai Servizi Sociali del piccolo centro della provincia di Bologna non essendovi altre strutture case di accoglienza in ambito comunale, riceve ed accetta la proposta fatta dai Servizi Sociali di prendersi il nipote dietro il compenso mensile di euro 800,00″.

“Tradisce la madre e la sorella e facendosi guidare delle dichiarazioni che deve fare riesce a dimostrare che la madre del bambino non è capace di trovare un lavoro e che il bambino deve andare a vivere con lei zia che ha un reddito composto dalla busta paga la sua è da quella del suo compagno. Il bambino oggetto così viene affidato dal giudice-dittatore alla zia”.

Il giudice-dittatore, affida il bambino alla zia traditrice, che tradisce la madre (nonna del bimbo) e la sorella (madre del bimbo) per un compenso mensile di euro 800,00. Un sussidio mensile versato dalla Unione Europea e dallo Stato Italiano. Pertanto si è tolto il bambino alla madre ed alla nonna perché non avevano un reddito sufficiente dichiarato facendo lavori in nero ma si è dato a chi già un reddito lo aveva e che adesso addirittura riceve euro 800,00 in più al mese per avere avuto affidato il bambino nipote”.

“La logica dell’allontanamento del figlio dalla mamma e della distruzione della Famiglia borghese ha vinto. La ladra di bambini è pagata € 800,00 al mese. La ladra di bambini è la sorella. I traditori sono tra noi”.

(N.D.R.): “la foto dell’articolo, è tratta da un film del regista Gianni Amelio”.