Giustizia: on. De Luca, “nel mio libro racconto guai giudiziari”

"INIZIATI, DOPO ALCUNE MIE DENUNCE"

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Dal blog (www.carmelocascio.it) personale dell’ingegnere Carmelo Cascio, un cittadino che ha sempre combattuto a Messina per i diritti delle persone, apprendiamo (in riferimento agli episodi dei quali è stato protagonista suo malgrado l’onorevole Cateno De Luca): “la mia vicenda giudiziaria, che ripercorro nel libro, nasce in seguito ad una fase della mia azione politica nella quale avevo messo in -pericolo- gli equilibri regionali e probabilmente era stata posta una -taglia- sulla mia testa. Ci sono molte coincidenze, sia rispetto ai tempi, sia riguardo a certi interessi e connessioni che avevo denunciato nelle mie battaglie politiche. Nel tempo la mia presa di posizione su determinati argomenti ha allarmato sempre di più certi personaggi che non erano sicuramente disinteressati”.

“A dirlo il capogruppo del Gruppo Misto all’Ars e leader di Sicilia Vera on. Cateno De Luca presentando al Palacultura il suo libro -La Lupara giudiziaria-, edito da Armando Siciliano Editore”.

“Ritengo – prosegue De Luca – sia possibile e giusto in uno stato di diritto criticare il non funzionamento delle istituzioni, quindi mi sono permesso di raccontare questa mia difficile esperienza giudiziaria durata sette anni. Ho criticato ciò che non funziona e non penso questo possa rappresentare uno scandalo. Ho rappresentato anche il mio stupore per la presa di posizione dell’Associazione nazionale magistrati, rispetto ad una storia della quale non conoscono nemmeno il contenuto. Questo conferma che si reagisce per difendere qualcuno senza conoscere nel merito le vicende”.

Spero che questo mio libro, che non è altro che uno spaccato di vita, possa contribuire a normalizzare il clima: “le istituzioni operano attraverso le azioni di uomini e donne e non è detto che questi, solo perché rappresentano la magistratura, non possano sbagliare. Chiaramente, la maggior parte dei magistrati sono persone serie e perbene, questo non vuol dire però che qualcuno non possa operare male”.

“Mi auguro – spiega anche il prof. Carlo Taormina, avvocato e docente di procedura penale, che ha scritto la prefazione del libro – che questa sia l’inizio di una battaglia a livello nazionale perché deve essere corretta questa caratteristica generale della magistratura che non è non tanto incompetente e politicizzata, ma è soprattutto insensibile alle situazioni nelle quali si inserisce senza pensare alle conseguenze, dimenticandosi subito del lato umano dell’imputato, della sua famiglia e dei dolori che si possono arrecare con una giustizia non corretta. Spero che questo libro sia oggetto di meditazione da parte del potere pubblico e si possa ragionare su una giustizia amministrata in modo più responsabile”.

“Quello che denuncia nel libro De Luca – spiega Armando Siciliano -è la guida di una parte della politica e della magistratura con un -fare massonico deviato- che domina sulla città. E visto che negli ultimi 40 anni la città non è cresciuta, anzi è andata indietro mi fa pensare che un certo modo di operare abbia inquinato le istituzioni e abbia danneggiato lo sviluppo di Messina”.

“Il dibattito è stato moderato dal giornalista Giuseppe Bevacqua. Subito dopo molto apprezzato dal pubblico il concerto da -Manhattan a Cefalù- con il maestro Santi Scarcella e la sua orchestra”.