«Gli impegni vanno onorati…, nonostante i “garanti” e le promesse dei vertici Atm i lavoratori hanno trascorso l’intero mese di gennaio senza stipendio»

MOSTRANO LA LORO RABBIA ATTRAVERSO LA SOTTOSCRIZIONE DI UNA NOTA, I RAPPRESENTANTI SINDACALI DELLA FILT CGIL, E DI CUB TRASPORTI E UILTRASPORTI DELLA PROVINCIA DI MESSINA

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«Gli impegni vanno onorati…, nonostante i “garanti” e le promesse dei vertici Atm i lavoratori hanno trascorso l’intero mese di gennaio senza stipendio. Si faccia chiarezza, così non si può andare avanti. Non abbiamo responsabilmente proclamato lo sciopero per precisi impegni presi dai vertici davanti al Prefetto ma quelle garanzie si sono rivelate infondate». Così, in una nota, Filt Cgil – Uiltrasporti e Cub Trasporti intervengono sul mancato pagamento della mensilità di gennaio ai dipendenti dell’azienda trasporti. Lo scorso 20 gennaio, i Commissari Liquidatori e il Direttore Generale di Atm avevano comunicato che le spettanze del mese di dicembre 2019 sarebbero state saldate non prima di lunedì 27 gennaio.

«Come avvenuto già nel gennaio 2018 e 2019 – scrivevano i commissari liquidatori -, a causa della definizione di alcune procedure amministrative, le retribuzioni di dicembre 2019 saranno erogate non prima di lunedì 27 gennaio. Si ringraziamo tutti i dipendenti per la disponibilità e la collaborazione che stanno continuando ad offrire all’azienda anche in questo periodo di crisi».

«Nonostante le rassicurazioni dei vertici aziendali e del sindaco che assicuravano il saldo delle spettanze – prosegue il comunicato – ad oggi nulla è arrivato nelle tasche dei dipendenti Atm che faticano a far fronte a mutui e bollette da pagare con disagi e penalizzazioni inaccettabili. Si faccia chiarezza garantendo subito il saldo dello stipendio di dicembre e quello di gennaio già maturato. Ci spieghino quali azioni i liquidatori e l’amministrazione hanno posto in essere per incassare dalla Regione gli oltre 10 milioni di euro che la recente sentenza sul chilometraggio ha garantito ad Atm e che sono ben più di una boccata di ossigeno ma che dovrebbero rappresentare una garanzia per le spettanze dei lavoratori ma anche per il servizio pubblico che in questi giorni tra soppressioni e cancellazioni di linee bus sta toccando il fondo», concludono.