Identificata anche la seconda vittima, della tragedia sulla via Salaria

AVVENUTA IERI AL CHILOMETRO 39 DELL'ARTERIA STRADALE

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Articolo tratto in massima parte, da: “www.rai.it”.

Sono andati avanti anche nella notte i rilievi dei vigili del fuoco nel distributore sulla Salaria nel reatino dove ieri è esplosa un’autocisterna, provocando la morte di due persone e il ferimento di altre 23. In particolare i pompieri hanno cercato di raccogliere elementi utili alle indagini, che sono coordinate dalla procura di Rieti. I dronisti del Nucleo Sapr (Sistema areomobile a pilotaggio remoto) sono andati a fare delle riprese dall’alto sia nel tardo pomeriggio che nella notte. Presenti inoltre anche i vigili del fuoco del Nia (Nucleo investigativo antincendio) che stanno raccogliendo elementi sulla dinamica. L’area è stata messa in sicurezza ma rimane ancora un’area rossa. Per quanto riguarda la viabilità è stata riaperta la via Salaria Vecchia mentre è ancora chiusa la Salaria Nuova. “Il totale dei feriti coinvolti nella forte esplosione avvenuta e giunti nei Pronto soccorso è complessivamente di 23 persone. Di queste 5 sono giunte autonomamente con mezzi privati e 18 con i mezzi di soccorso intervenuti prontamente. Attualmente risultano ricoverate 16 persone mentre le restanti sono state dimesse”. Lo dichiara in una nota l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “I 16 feriti sono distribuiti – spiega – presso il Sant’Andrea (4 feriti), il Policlinico Gemelli (2 in dimissione) e il De Lellis a Rieti (3 feriti); i feriti più gravi si trovano presso il Centro Grandi Ustioni del Sant’Eugenio (7 di cui 2donne e 5 uomini) con ustioni tra il 25% e il 50% del corpo. Sono tutti in prognosi riservata e stabili. L’equipe del Centro Grandi Ustioni ha lavorato continuativamente tutta la notte per assicurare la massima assistenza ai pazienti e nei prossimi giorni, seguendo l’evolversi del quadro clinico, saranno in grado di effettuare i trapianti di pelle. La rete dell’emergenza e presa in carico dei feriti ha risposto positivamente e in ogni struttura ospedaliera del Sistema sanitario regionale stanno prestando le cure appropriate”.

La dinamica dell’incidente
A causare l’esplosione un principio d’incendio che ha interessato un’autocisterna ferma ad un distributore sulla via Salaria, all’altezza del comune di Fara Sabina, nel Reatino. Il mezzo pesante viene avvolto dalle fiamme, probabilmente durante le operazioni di travaso del gpl. L’allarme scatta quasi immediatamente e sul posto intervengono i vigili del fuoco. I primi ad arrivare sono quelli della squadra di Monte Libretti, ai quali si aggiunge il collega Stefano Colasanti, di passaggio nel tragitto che l’avrebbe dovuto portare a Monterotondo, per far revisionare un mezzo dei pompieri. Il vigile si ferma per dare aiuto. Ma improvvisamente un’esplosione travolge lui e gli altri colleghi lì presenti. Per Colasanti non c’è niente da fare, mentre 7 vigili del fuoco restano feriti, insieme con altre 11 persone, tra cui alcuni operatori del 118 che hanno riportato ustioni e traumi da scoppio con fratture e contusioni, e che sono stati tutti trasportati presso diversi ospedali della provincia romana e reatina.

L’altra vittima
Nell’incidente, oltre ad aver perso la vita il vigile del fuoco di Rieti, c’è stata una seconda vittima, identificata poi grazie all’esame del Dna. Il corpo carbonizzato, trovato vicino al distributore, è quello di Andrea Maggi, 38 anni, di Montelibretti (Roma). La sua auto, una Opel Corsa, è stata trovata nei pressi dell’area di servizio. Proprio ieri sera una donna aveva chiamato la trasmissione di Rai3 ‘Chi l’ha visto’ per denunciare la scomparsa di un suo familiare, di nome Andrea, che presumibilmente poteva trovarsi nella zona di Borgo Quinzio (Rieti). “Non abbiamo più notizie di Andrea, ha una Opel Corsa nera vecchio modello” aveva detto. L’uomo lavorava al McDonald’s di Fidene (Roma) e lascia un figlio di 8 anni.

Il vigile del fuoco morto nell’incidente
Si chiamava Stefano Colasanti e aveva 50 anni il vigile del fuoco morto nell’esplosione. Sposato e padre di una ragazza, era di Rieti e in forza ad uno dei distaccamenti della provincia sabina. Al momento della prima esplosione era fuori servizio, in transito nella zona. Si è fermato e con abnegazione ha cominciato a collaborare con i colleghi nel frattempo intervenuti e ad adoperarsi nei soccorsi, quando è stato investito dall’esplosione che l’ha ucciso.