Il consigliere comunale Salvatore Sorbello sottolinea come a distanza di 9 anni dalla scoperta del falso storico ad opera di Armando Donato, studioso ed esperto in armamenti militari d’epoca, la targa che attribuisce l’appartenenza dei cannoni di Grotte alla Marina britannica sia ancora collocata lungo la via Consolare Pompea a Messina

SCRIVE L'ESPONENTE DEL GRUPPO MISTO DI PALAZZO ZANCA: "ESSI APPARTENGONO, ALLA MARINERIA BORBONICA"

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Il consigliere comunale Salvatore Sorbello, in riferimento a due pezzi di artiglieria che si trovano sul territorio cittadino, sottolinea che: “a distanza di 9 anni dalla scoperta del falso storico ad opera di Armando Donato, studioso ed esperto in armamenti militari d’epoca, la targa che ne attribuisce l’appartenenza alla Marina britannica sia ancora collocata lungo la via Consolare Pompea”.

In una interrogazione rivolta all’assessore alla Cultura, Pippo Trimarchi, Sorbello chiede: “la sostituzione della targa errata, più volte sollecitata in passato, e descrittiva dei cannoni di Grotte, che attesta, in modo grossolanamente errato, l’appartenenza dei predetti cannoni alla -marina britannica- in luogo di quella borbonica”.

Prosegue e conclude Sorbello: “gli studi di Armando Donato, unico collaboratore messinese dell’archivio storico della Marina Militare ed esperto in armamenti militari d’epoca, già nel 2010 riportarono alla luce la verità sull’appartenenza di quei cannoni. La Sovrintendenza del tempo approvò la relazione tecnica ricca di documentazione e sì complimentò con lo stesso Donato, senza però modificare il falso storico presente in Città. Dopo 9 anni tutto tace, con grave responsabilità di chi è preposto a verificare e controllare affinché non si prendano lucciole per lanterne. Tali fatti offendono l’intera comunità messinese ed in particolare il settore culturale. È inammissibile che pezzi di Marina di fine ‘700, appartenuti alla Real Marineria Borbonica, siano stati indicati come pezzi appartenuti a quella inglese nonostante la presenza del monogramma reale di Fedinando I° di Sicilia e di Napoli”.