Il Patto della Falce, primo strumento di pianificazione nella storia di Messina che si occupa di recupero e valorizzazione delle aree esistenti all’interno del Piano regolatore del Porto, è arrivato finalmente al vaglio del Comitato Regionale Urbanistico (C.R.U.), lo scrivono dal Laboratorio MessinAccomuna

"E' QUESTO L’ULTIMO PASSAGGIO PRIMA DELL’APPROVAZIONE DEL PIANO REGOLATORE PORTUALE (P.R.P.)"

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A parlare in una nota MessinAccomuna Laboratorio di partecipazione civica, di cui l’ex sindaco Renato Accorinti e parte della sua ex giunta risultano i promotori: “il -Patto della Falce-, primo strumento di pianificazione nella storia di Messina che si occupa di recupero e valorizzazione delle aree esistenti all’interno del Piano regolatore del Porto, è arrivato finalmente al vaglio del Comitato Regionale Urbanistico (C.R.U.), è questo l’ultimo passaggio prima dell’approvazione del Piano regolatore Portuale (P.R.P.) entro cui opera il Patto.

La nota prosegue: “nella seduta del 29.05.2019 tra i punti all’ordine del giorno del C.R.U, è inserito il Piano Regolatore del Porto di Messina e quindi il -Patto della Falce-, che rappresenta il primo tentativo di avviare in concreto, il recupero e la valorizzazione delle preziose aree della zona Falcata comprese tra la Lanterna del Montorsoli (faro di San Ranieri) e la Cittadella. A oggi quelle aree sono state dimenticate e anche umiliate, deturpate. Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse proposto di fare un’azienda metalmeccanica dentro Fortezza da Basso a Firenze? A Messina sono stati fatti un cantiere navale dentro la fortezza del ‘600 e un deposito di carburanti accanto a un monumento del ‘600. Il Patto della Falce tenta, tardivamente, di rimediare a queste follie che purtroppo appartengono non alla preistoria ma al passato recente della nostra città. Ricordiamo i passaggi salienti che hanno portato alla valutazione del Consiglio Regionale per l’Urbanistica, massimo organo consuntivo in materia di pianificazione Urbanistica della Regione. A fine 2015 l’assessore De Cola, durante una trasmissione televisiva, propose di istituire un tavolo con tutti i soggetti competenti per condividere e definire azioni concrete per il recupero della zona Falcata. Seguirono incontri e valutazioni tra i soggetti interessati (Regione, Autorità Portuale, Comune) che portarono alla firma del Patto della Falce a fine gennaio 2016”.

“Accordo necessario anche per sbloccare l’iter di approvazione del Piano Regolatore del Porto, avviato da più di 10 anni. Pochi giorni dopo (il 5/2/2016), Autorità Portuale e Amministrazione di Messina fissarono i nuovi principi urbanistici per la zona compresa tra la lanterna del Montorsoli e la Cittadella riducendo fortemente l’edificabilità (da 140.000 mc a 25.000 mc) e prevedendo parametri insediativi (distanze, altezze, limiti delle zone edificabili) che favorissero, un recupero dell’area finalizzato alla pubblica fruizione dello spazio. Come cittadini auspichiamo fortemente che il C.R.U. condivida e difenda le linee tracciate dal Patto, già positivamente valutate dalla commissione per la V.A.S. (Valutazione di impatto ambientale) che ha prescritto nel suo parere il rispetto di quanto previsto. Si avvia così un processo di riqualificazione che, partendo dalle sue radici storiche, deve trovare nella Falce il fulcro e l’avvio per un’azione di recupero e valorizzazione della nostra città. Questo intervento può essere, infatti, il primo importante tassello di un’azione di recupero e valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e paesaggistiche di cui la nostra città dispone e che sono certamente le basi su cui costruire un futuro di crescita e sostenibilità per Messina”.