Il prefetto di Messina, dottoressa Maria Carmela Librizzi, su delega del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, richiesta ai sensi dell’art. 143, comma 2, del Decreto Legislativo n. 267/2000, ha disposto l’accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Tortorici

E' STATA NOMINATA UNA COMMISSIONE DI INDAGINE, INCARICATA DEL COMPITO DI ATTUARE APPROFONDITI ACCERTAMENTI

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Il prefetto di Messina, dottoressa Maria Carmela Librizzi, su delega del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, richiesta ai sensi dell’art. 143, comma 2, del Decreto Legislativo n. 267/2000, ha disposto l’accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Tortorici, recentemente travolto dall’inchiesta «Nebrodi» contro i clan dei pascoli.

E’ stata nominata, al fine di esperire la conseguente attivita’, una Commissione d’indagine incaricata di compiere approfonditi accertamenti per verificare l’eventuale sussistenza di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o di forme di condizionamento dell’Ente locale. L’attività ispettiva del predetto Organismo (avente poteri d’indagine ed i cui componenti si sono insediati nella mattinata odierna), sarà supportata, nell’espletamento dell’incarico, da personale delle forze di Polizia e dovrà essere perfezionata entro tre mesi dall’insediamento, periodo prorogabile, in caso di necessità, per un ulteriore tempo pari allo stesso inizialmente previsto.

Le superiori disposizioni, si sono rese necessarie, dal momento che nei giorni scorsi era tornato in libertà Emanuele Galati Sardo, sindaco del locale Municipio, destinatario di un provvedimento custodiale ai domiciliari, nel contesto dell’operazione precedentemente menzionata…  coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina sulle truffe all’Unione europea… in ambito agricolo.

Il primo cittadino, era stato sospeso dalla Prefettura. Il giudice per le indagini preliminari, aveva ritenuto cessate le esigenze cautelari e il pericolo di reiterazione dei reati, pur considerando immutato il quadro probatorio, La temporanea restrizione della liberta’ personale, era collegata al reato (presumibilmente commesso dall’indagato) di concorso esterno all’associazione mafiosa ed una serie di truffe.

Davanti al magistrato del Tribunale peloritano, dottor Salvatore Mastroeni il capo dell’Amministrazione comunale tortoriciana si era difeso affermando di aver revocato fin dal 2016 i mandati dei titolari delle aziende agricole indagate che aveva nel suo Centro di assistenza agraria.