La provocazione del sindaco di Messina Cateno De Luca, sui migranti: “Li mandiamo nelle baracche e negli alberghi i baraccati?”

"NON E' GIUSTO DOPO 110 ANNI, GARANTIRE UN TETTO DIGNITOSO AI MESSINESI E TENERE PER QUALCHE ANNO I MIGRANTI NELLE BARACCHE?"

0
749

Il primo cittadino messinese, Cateno De Luca, ha reso noto una conversazione telefonica (mattutina) con una cronista di una nota realtà editoriale italiana sulla questione dei ci9ttadini stranieri sbarcati da un battello della Guardia Costiera che in questi giorni ha tenuto col fiato sospeso molte persone a Catania.

E De Luca, ha scritto: “buongiorno sindaco che ne pensa dei 137 migranti trasferiti dalla nave Diciotti all’ho-spot di Messina? Ho ricevuto qualche minuto fa questa telefonata da una giornalista dell’Agenzia adnKronos”.

Ed io rispondo: “non ne so nulla ma lei è sicura? Nessuno mi ha avvertito!”.

E la giornalista replica: “scusi sindaco ma lei veramente non è stato preventivante avvertito?”.

Ed io ribatto: “no! Vuol dire che i sindaci sono buoni solo per prendersi le denunzie per le scuole prive di verifica sistemica e prive delle elementari norme antincendio mentre sulle politiche di ammasso dei migranti non hanno alcun diritto di parola”.

Mi chiedo: “un sindaco che non viene avvertito di una situazione del genere cosa conta?”.

Mi chiedo e vi chiedo: “perché oltre 10 mila persone possono continuare a stare nelle baracche sotto l’amianto con bambini che giocano tra le fogne ed i ratti ed i migranti possono stare in strutture migliori ivi incluso gli alberghi? Posso fare una proposta? Mandiamo i baraccati negli alberghi ed i migranti nelle baracche?”.

“Non è giusto dopo 110 anni, garantire un tetto dignitoso ai messinesi e tenere per qualche anno i migranti nelle baracche? Una cosa del genere farebbe indignare tutto il mondo ed i benpensanti ma dei messinesi nelle baracche il mondo ed i moralisti a senso alternato se ne fregano altamente perché non fa notizia”.