L’avv. Carlo Priolo dell’Associazione Verita’ Altre, assieme all’avv. Francesco Morcavallo comunicano in una nota che il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, risponde alla mamma Giada Giunti in merito all’interrogazione parlamentare presentata dall’on.Le Veronica Giannone

IL GUARDASIGILLI HA ELENCATO UNA SERIE DI LEGGI NAZIONALI E INTERNAZIONALI NON RISPETTATE NELLA VICENDA DESCRITTA

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L’avv. Carlo Priolo dell’Associazione Verita’ Altre, assieme all’avv. Francesco Morcavallo comunicano in una nota che il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, risponde alla mamma Giada Giunti in merito all’interrogazione parlamentare presentata dall’on.Le Veronica Giannone (segretario della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza).

“Il Ministro- si legge nel comunicato dei legali della mamma Giada Giunti- elenca una serie di leggi nazionali ed internazionali che nel caso di Giada Giunti non sono state rispettate e ‘… il pieno diritto di ascolto del minore considerato che nel caso trattato sembrerebbe essere completamente trascurata la volonta’ di quest’ultimo’”.

“La volonta’ del figlio di Giada Giunti di tornare dalla sua mamma- hanno spiegato gli avvocati- ad oggi ancora non e’ stata rispettata. Il piccolo chiede di tornare dalla mamma, ma non viene ascoltato”.

“Diversamente da quanto sostiene il servizio sociale ed i consiglieri della Corte d’Appello- dichiarano sempre gli avvocati- il piccolo chiede di tornare a vivere dalla mamma, per cui ancora una volta, come dichiara anche il ministro Bonafede, la volonta’ del piccolo non e’ stata ascoltata”.

“La mamma presentera’ nuova istanza urgente e auspichiamo che il bambino possa ritornare a vivere nella casa dove e’ nato e cresciuto con la mamma. In attesa che venga fatta giustizia con l’accertamento della verita’ e della volonta’ di Jacopo mamma Giada continuera’ la sua battaglia per sensibilizzare il parlamento e il governo a risolvere questo caso drammatico di figli contesi che spesso sono fatturato per le le strutture di accoglienza, alimentano le consulenze dei servizi sociali in un sistema di opacita’ nel quale i tribunali dei minori non garantisce il rispetto pedissequo dei diritti di una delle parti in causa”, concludono gli avvocati di Giada Giunti.