L’incendio di via dei Mille a Messina: il 112 avrebbe ritardato, nell’avvisare i vigili del Fuoco

IL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA DI MESSINA, MAURIZIO DE LUCIA HA APERTO OGGI UN FASCICOLO DI INCHIESTA

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Il procuratore capo della Repubblica di Messina, dottor Maurizio De Lucia, ha aperto oggi un fascicolo di inchiesta per verificare i ritardi che presumibilmente ci sarebbero stati nella vicenda che ha avuto come epilogo, la tragica morte dei fratellini Francesco Filippo e Raniero Messina di 13 e 10 anni, nell’incendio della loro abitazione di via dei Mille, avvenuto lo scorso 15 giugno.

La prima chiamata di soccorso, sarebbe avvenuta, come riferito da un vicino di casa delle vittime, alle 4.07 al 112 divenuto N.U.E. (Numero Unico di Emergenza), in sostituzione dei vecchi contatti a: “Carabinieri, Polizia e vigili del Fuoco”.

Una situazione questa, che non prevede una corrispondenza tra il luogo dove avvengono gli episodi denunciati e quello nel quale si riceve la segnalazione, in questo caso si è trattato di Catania. Qui, gli operatori (in gran parte ex addetti del 118 come avviene nel resto d’Italia), hanno girato l’allerta ai pompieri alle ore 4.13.

Questi dunque, sarebbero partiti con la prima Squadra dalla Caserma Bevacqua alle 4.14 con: “una auto pompa serbatoio, una campagnola, due autobotti pompa ed un’autoscala, giungendo sul posto alle 4.21“.

Da, quel che si evince quindi, dopo 14 minuti dall’inizio di un rogo ormai in fase avanzata per poter auspicare che non vi fossero danni come è tristemente successo, essendosi registrata la perdita di due vite umane.