Lunga deposizione, del sindaco di Messina Cateno De Luca

AL PROCESSO, SULLA PRESUNTA EVASIONE FISCALE DELLA FENAPI, CELEBRATO NELLA GIORNATA DA POCO CONCLUSA

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Alle 14 della giornata appena conclusasi, si e’ celebrata presso il Tribunale di Messina, una ulteriore udienza del Processo Fenapi che vede come imputato di rilievo l’attuale sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Le intenzioni del giudice monocratico dottoressa Simona Monforte, erano quelle di sentire i primi testimoni e nominare i periti. Il magistrato pero’, ha dovuto concedere la parola a De Luca che l’aveva chiesta per fare dichiarazioni spontanee.

Il primo cittadino difeso dagli avvocati Carlo Taormina e Giovanni Mannuccia, ha compiuto un lungo excursus durato piu’ di due ore, con l’intento di difendersi dalle accuse a lui rivolte, affermando di non avere avuto piu’ alcun ruolo in Fenapi gia’ dal 2007 quando era diventata consistente la sua ascesa politica con l’elezione all’Assemblea regionale siciliana.

La dottoressa Monforte, ha nominato comunque il perito, dottor Filippo Impellizzeri per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche acquisite nel fascicolo di indagine, per poi rinviare il dibattimento al giorno 18 gennaio 2019.

Il parere dei componenti della Procura della Repubblica, rappresentata in Aula dal p.m. dottor Francesco Massare, su questa vicenda giudiziaria e’ un’altro, ovvero: “se pur fossero diversi i soggetti ai vertici delle Società, chi decideva ogni cosa nella galassia Fenapi era sempre e solo lui. E che attraverso un meccanismo di aziende satellite, ha realizzato l’evasione fiscale in contestazione”.