“Mi preme sottolineare come la misura adottata presupponga intanto che il titolare dell’azienda, quindi la società, sia terza rispetto ai soggetti pericolosi, perché laddove ci fosse stata, invece, una immedesimazione tra soggetto pericoloso e soggetto proprietario, sicuramente diversa sarebbe stata la misura di prevenzione applicabile”

LO HA DETTO STAMANE, IL PROCURATORE CAPO DELLA DDA DI REGGIO CALABRIA, GIOVANNI BOMBARDIERI, DURANTE LA CONFERENZA STAMPA TENUTASI IN VIA TELEMATICA PER ANNUNCIARE IL PROVVEDIMENTO DELLA AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA DECISO PER LA CARONTE & TOURIST DI MESSINA

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“Mi preme sottolineare come la misura adottata presupponga intanto che il titolare dell’azienda, quindi la società, sia terza rispetto ai soggetti pericolosi, perché laddove ci fosse stata, invece, una immedesimazione tra soggetto pericoloso e soggetto proprietario, sicuramente diversa sarebbe stata la misura di prevenzione applicabile. Qui non stiamo parlando di un sequestro finalizzato alla confisca, ma di un’amministrazione giudiziaria che è svolta nell’interesse della stessa società per consentirle di bonificare quegli aspetti e “agevolazioni” che si sono verificate sulle quali il tribunale con i suoi amministratori cercherà di intervenire”. Lo ha detto il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nel corso della conferenza stampa tenuta in via telematica stamattina per illustrare il provvedimento che pone in amministrazione giudiziaria la società di navigazione dello Stretto di Messina “Caronte & Tourist Spa”.

“Una delle più importanti società – l’ha definita il direttore della Dia, Maurizio Vallone – forse la più grossa per capitalizzazione dell’intera Calabria e una delle più grosse della Sicilia, che si occupa dei traghettamenti tra villa San Giovanni e Messina nonché di altre tratte marittime tra l’isola e il continente”.