Notte di orrore la settimana scorsa, per una donna nel ragusano

FERMATA PER STRADA CON UNA SCUSA, DA UN COCAINOMANE 26ENNE CHE L'HA SEQUESTRATA E SUCCESSIVAMENTE STUPRATA PER TRE ORE

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Notte di orrore la settimana scorsa, per una donna nel ragusano fermata per strada (con la scusa che la moglie si sentisse male ed avesse bisogno di aiuto) alle 2 di notte da un 26enne cocainomane, che l’ha sequestrata e violentata per tre ore, prima in una stradina deserta, poi sulla spiaggia di Marina di Ragusa quella del Commissario Montalbano.

Il volto ed il fisico del mostro hanno un nome ed un cognome, Sergio Palumbo, una moglie e due, figli, lui pensava di farla franca per l’ennesima volta dato che per una situazione uguale era stato condannato in via definitiva a due anni e sei mesi senza mai essere entrato in Carcere. Il vero commissario che lo ha arrestato Antonino Ciavola, ricorda che scontò la pena passando dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora.

La vittima, Margherita C., aveva da poco finito di festeggiare il proprio compleanno con gli amici con sè sul sedile posteriore della sua auto teneva i resti della torta ed i regali ricevuti. Stava per tornare a casa, quando davanti a lei si è piazzato quell’uomo con la sua farsa alla quale purtroppo la ragazza ha ceduto ma subito dopo si è resa conto della menzogna. Palumbo però, non le ha dato il tempo di reagire e l’ha minacciata con una grossa pietra costringendola a salire sul sedile lato passeggero, mettendosi alla guida e dirigendosi verso il camposanto dove si è consumata la prima violenza.

Per Margherita, in quegli attimi è sembrato quasi di morire, aveva le mani dell’orco ovunque ed i vestiti strappati, tutto nel tentativo di uno stupro non riuscito; il resto del racconto è testimoniato dai verbali Questura, nei quali M. ha riferito le confidenze del suo assalitore che le avrebbe detto di avere litigato con la compagna i dettagli dell’abuso sulla battigia ragusana durante il quale il ragazzo si impossessava del suo portafogli prendendo 200,00 euro impossessandosi della Carta d’identità, leggendo i dati a voce alta, affermando: “ora so dove abiti, chi sei, se parli ammazzo te e i tuoi familiari”.

Dopo il terrore, il bruto l’ha liberata dolorante verso le 5 mattino al centro di Vittoria in una piazza, immortalato dalla esistenti telecamere di videosorveglianza. Palumbo, si è poi dileguato tornando nella sua abitazione dove ci sono altre vittime, la consorte il figlio di due anni ed una bambina di sei che sono stati succubi dell’ennesima lite innescata da quel loro congiunto.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, ha sottolineato: “le dichiarazioni della vittima, sono state raccolte in un’apposita -area protetta- della locale Squadra Mobile, appaiono credibili perché -spontanee, immediate, lucide, precise, dettagliate, circostanziate e prive di significative contraddizioni o sbavature-“.

Ed ancora da quanto messo nero su bianco dal magistrato: la vittima ha sofferto il -completo annientamento della sua libertà di autodeterminazione e la invalidità del consenso, in quanto coatto-. Il 26enne infatti, ha un’indole gravemente sopraffattrice, tendente a sfruttare a proprio vantaggio le debolezze dell’altro sesso”.