Open Arms verso Lampedusa, Matteo Salvini fa ricorso al Consiglio di Stato

LA MINISTRA DELLA DIFESA ELISABETTA TRENTA, MANDA LA MARINA IN SOCCORSO

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Articolo tratto, da: “Open.online”.

“La nave della ong spagnola Open Arms con a bordo, al momento e da 13 giorni 147 persone salvate nel Mediterraneo centrale, sta entrando in acque italiane, diretta a Lampedusa. Lo fa perché il divieto di ingresso in acque territoriali da cui è stata raggiunta è stato sospeso dal Tar del Lazio per la «situazione di eccezionale gravità ed urgenza» a bordo della nave. È la prima volta che succede”.

Non solo: “due navi della Marina militare italiana stanno scortando a distanza la nave umanitaria, che procede a una velocità di 3 nodi verso le acque territoriali italiane. A quanto apprende l’Agi da fonti della Difesa, ieri sera la ministra Elisabetta Trenta dopo essersi messa in contatto con il tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei minori a bordo della nave della Ong spagnola aveva dato mandato al capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, di ordinare alla Marina militare di spostare nei pressi della Open Arms due navi del dispositivo Mare Sicuro pronte ad effettuare il trasbordo dei 32 minori. Nelle ultime 24 ore la ministra Trenta si era messa in contatto con le altre autorità di governo competenti per arrivare allo sbarco dei 32 minori a bordo della nave da 13 giorni in navigazione in acque internazionali”.

“Continuo e continuerò a negare lo sbarco», dice Matteo Salvini in serata. La Open Arms, «nave spagnola di ong spagnola, era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque. Io, a nome del popolo Italiano, continuo e continuerò a difendere i confini. Se qualcuno la pensa diversamente, se ne assuma la responsabilità”.

La lettera di Conte
Il premier Giuseppe Conte ha inviato questa mattina una lettera al ministro Salvini – e per conoscenza ai ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta – chiedendo di «mettere in sicurezza i minori» presenti sulla nave Open Arms, spiega l’Ansa citando fonti di Palazzo Chigi, secondo le quali nella lettera il premier Conte, agendo in coerenza rispetto a quanto finora fatto dal governo, ha richiamato le norme che impegnano a dare assistenza ai minori e alle persone in difficoltà.

Salvini e Conte si sono incontrati stamani a Genova: entrambi hanno partecipato alla cerimonia di commemorazione delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi. «Con Conte ci siamo salutati», racconta Matteo Salvini, che ha firmato nei giorni scorsi il divieto di ingresso nelle acque territoriali notificato nei giorni scorsi sia a Open Arms che alla Ocean Viking e controfirmato dai due altri ministri coinvolti ai sensi del decreto sicurezza bis: Danilo Toninelli per le Infrastrutture e i Trasporti ed Elisabetta Trenta per la Difesa.

Conte «mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di migranti a bordo di una nave di una ong che però è straniera e che è ancora in acque straniere… gli risponderò garbatamente. Non si capisce perché debbano sbarcare in Italia».

Open Arms verso l’Italia
La novità della giornata arriva però dal Tar Lazio, tanto che Open Arms annuncia che sta cominciando a dirigersi verso l’Italia. Già, perché il divieto di ingresso per la nave Ong è stato appena sospeso dal Tribunale amministrativo laziale. Qui il testo del decreto cautelare.

“A seguito del ricorso presentato dai nostri legali presso il TAR del Lazio in data 13 agosto 2019, nel quale facevamo presente la violazione delle norme di Diritto Internazionale del Mare in materia di soccorso presenti all’interno del Decreto Sicurezza Bis, lo stesso oggi risponde riconoscendo la suddetta violazione nonché la situazione di eccezionale gravità ed urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi a bordo della nostra nave, e dispone quindi la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo», spiega in una nota Open Arms”.

“Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare ribadendo la non violabilità delle Convenzioni Internazionali e del Diritto del Mare”.

E quindi, seguendo le indicazioni del Tar, “ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”. Il tempo sta peggiorando, si parla di onde alte due metri, e la stessa Ong usa le parole emergenza umanitaria per descrivere la situazione a bordo. Il team è preoccupato per la difficoltà a tenere la calma e non far degenerare la situazione in violenza. A bordo, ieri, anche gli psicologi di Emergency.

Il Viminale annuncia ricorso
Immediata la contromossa del Viminale, che fa sapere di contestare la decisione del Tar e che «proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato». Non solo. Salvini si dice «pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto ingresso nelle acque territoriali italiane: la motivazione è che ai fatti citati nel provvedimento sub judice se ne sono aggiunti altri», dicono dal Viminale. «Per giorni, Open Arms si è infatti trattenuta in acque sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia».

Matteo Salvini aveva già parlato e in diretta Facebook da Recco, Genova, commentando la decisione del Tar: “Pensate in che paese strano viviamo dove un avvocato (sic!) del tribunale amministrativo del Lazio vuole dare il permesso a sbarcare in Italia a una nave straniera carica di stranieri», dice Salvini”.

“Nelle prossime ore firmerò di nuovo il mio no, assicura. C’è un disegno per tornare indietro e trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa. Io non mi arrendo, finché avrò vita. Possono denunciarmi e fare quello che vogliono. Saremo attenti nei prossimi giorni affinché non si crei a Roma un’alleanza contro-natura per riaprire i porti, tra Renzi e Grillo”.

“Ieri due gemelli di nove mesi erano stati evacuati dalla nave e trasferiti a Lampedusa con una motovedetta della Guardia costiera italiana insieme alla loro famiglia. Uno dei due bimbi, infatti – diventati un po’ il simbolo dell’attesa in mare dei migranti salvati dalla ong spagnola – doveva essere portato a terra a causa di problemi respiratori. Prima di loro, nei giorni scorsi, altre otto persone erano state evacuate dalla nave e portate a Malta, sempre per problemi di salute”.