Rovigo: per un errore durante il parto, è nata sordocieca e tetraplegica

LA STORIA, DI ELEONORA GAVAZZENI, UNA BAMBINA DI 9 ANNI

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Sta per concludersi, il processo d’Appello riguardante la vicenda della piccola Eleonora Gavazzeni, una bambina di Rovigo dell’età di 9 anni, più alta delle sue coetanee, ma purtroppo sfortunata. Infatti al momento del parto, la notte fra il 2 ed il 3 dicembre del 2008 vi fu un errore. Le due ginecologhe di turno procedettero in modo anomalo.

Davanti a sè, Eleonora ha una lunga vita, fatta di dolori atroci e di sofferenze al buio. Non puo’ vedere, sentire, ne parlare, subisce continui attacchi epilettici ed è affetta da tetraplegia spastica. Lei, ha già subito 20 interventi che servono solo a ridurre per quel che è possibile, il suo dolore.

Domani, alla Corte d’Appello penale di Venezia, di fronte alla terza Sezione presieduta da Alessandro Michele Apostoli, il processo su quel che accadde al Santa Maria della Misericordia di Rovigo dovrebbe concludersi con il verdetto di secondo grado. In prime cure, il giudice, decise di avere elementi sufficienti anche senza accettare le perizie prodotte dai vari consulenti ed assolse le professioniste preposte al Reparto di Ginecologia della struttura. A differenza del primo procedimento giudiziario, nel secondo sono state ammessi gli elaborati peritali grazie ad una nuova istruttoria portata a compimento dall’accusa. In questa fase, i genitori, hanno avanzato una richiesta di risarcimento economico pari a 3o milioni di €.

Ecco cosa accadde
I due coniugi, Bendetta Carminati e Davide Gavazzeni, originari di Bergamo a settembre del 2008 si trasferirono a Fiesso Umbertiano in provincia di Rovigo per motivi di lavoro. Lei trova impiego in una gelateria, è al quinto mese di gravidanza, lui è titolare di una ditta edile che gestisce personalmente.

Sono le 10 del 2 dicembre, quando con tre giorni d’anticipo rispetto al previsto la donna ed il marito vanno verso l’ospedale visto il sopraggiungere delle doglie. Da quel momento, trascorreranno 15 ore prima della venuta al mondo di Eleonora.

Ore 16 – la professionista che si occupa di diabetologia ed ha in cura la donna (sofferente della patologia congenita con un ottimo livello di controllo), chiede ripetutamente ai sanitari che Benedetta venga sottoposta a parto cesareo. Su questo, conveniva un altro ginecologo che era della stessa opinione.

Mentre la ginecologa Dina Paola Cisotto, escludendo categoricamente tale evenienza disse: “me ne occupo io. So io cosa fare”.

Mario Cicchetti, avvocato della famiglia specifica all’Agi, che: “alle ore 20 il tracciato cardiotocografico, il quale consente di registrare la frequenza cardiaca fetale mostrava sofferenza della bambina. Ma una seconda ginecologa di turno, Cristina Dibello, decise di aspettare. Alle 21.20, il tracciato evidenziava uno -stato patologico-. Dalle 21.40 per un’ora e dieci minuti, interruppe il macchinario, alla ripresa, il quadro non cambiò”.

Ore 22.51 – E’ a questo punto, che la dottoressa cercò di accelerare meccanicamente il parto procedendo con ripetute manovre di Kristeller sull’addome della mamma di Eleonora, per poi con la collega Cisotto usare le ventose per far nascere la bimba, così facendo, aggravarono maggiormente lo stato di fatto, togliendo aria disponibile alla creatura.

Ore 23.45 – Dopo 4 ore, durante le quali il feto restò asfissiato, la Carminati venne anestetizzata. La minore nacque, ma ma con una diagnosi che è ferale.