Stop della Consulta, alle elezioni provinciali in Sicilia

PER GIOVANNI MUSUMECI (UGL CATANIA): “TRISTE EPILOGO, A PAGARE QUESTO CAOS SONO STATI SEMPRE E SOLO I CITTADINI ED I LAVORATORI"

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Giovanni Musumeci, segretario generale territoriale della Ugl di Catania, a seguito della notizia odierna sulla bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge, votata ad agosto 2017 dall’Ars, che prevedeva l’elezione diretta degli organi di governo di Città metropolitane e Liberi consorzi di comuni, dichiara: “quella della riforma delle province si può considerare una delle pagine più orrende della storia della Sicilia. Il teatrino innescato prima dal governo Crocetta con svariate normative e poi da un gruppo trasversale di deputati con la reintroduzione dell’elezione diretta, non ha fatto altro che contribuire alla distruzione totale di questi enti. Come sindacato, vivendo le problematiche della nostra realtà territoriale, abbiamo sempre auspicato a prescindere l’avvio di una governance per gli enti di secondo livello che rappresentano una parte importante nella gestione del territorio”.

“Ci eravamo schierati, già due anni fa, a favore di un’immediata applicazione della Legge Delrio anche in Sicilia, ma questo non è mai avvenuto condannando le ex provincie a subire la guida di una ridda di commissari senza più trasferimenti economici da amministrare. Abbiamo visto di buon occhio, seppur con alcune perplessità, il tentativo di far ripartire le Città metropolitane ed i Liberi consorzi di comuni con il ritorno al vecchio sistema con lievi modifiche, ma questo è stato bocciato. Un triste epilogo, per una vicenda durata oltre quattro anni, che non ha prodotto nulla se non danni per i cittadini e per i lavoratori che, come ormai solito, sono sempre loro a pagare anche a causa del mancato dialogo tra istituzioni”.

“Abbiamo piena fiducia nel governo del presidente Musumeci, perché adesso ad ogni livello istituzionale, politico, sindacale e sociale, si possano trovare le soluzioni migliori per far partire subito gli enti di area vasta della regione, non solo con l’insediamento degli organismi previsti, ma soprattutto con la definizione delle competenze nell’ordinamento amministrativo territoriale. Crediamo fortemente, infatti, che le ex provincie debbano occuparsi soprattutto di rifiuti, di aree industriali ed artigianali, di lavoro, di pianificazione territoriale, ed in particolare di tornare ad essere soggetti efficienti nella tenuta di strade ed edifici scolastici di competenza. Questo è il nostro auspicio e su ciò continueremo a batterci come sindacato per la dignità delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi, nonché dei loro lavoratori e della cittadinanza del territorio che rappresentano”.