Sul bando per la gestione del Centro Anziani di villa Dante a Messina: le associazioni Fare per Cambiare e Sicilia Terra Nostra, hanno tenuto una conferenza stampa

QUESTA MATTINA NELLA SALA OVALE DI PALAZZO ZANCA

0
656

Questa mattina alle ore 11, le associazioni “Fare Per Cambiare” e “Sicilia Terra Nostra”, partecipanti all’Avviso pubblico per la gestione del Centro Anziani di villa Dante, hanno tenuto una conferenza stampa presso la Sala Ovale del Comune di Messina per discutere del suddetto avviso.

I responsabili dei due sodalizi associativi hanno specificato che il bando è scaduto il 9 luglio scorso, nello stesso veniva evocata la previsione di una cessione in gestione del Centro sociale di villa Dante ad una Associazione cittadina che se ne potesse fare carico per un periodo di tre anni non rinnovabili, senza che all’interno fosse consentita alcuna attività economica. La conferenza odierna è stata convocata, dal momento che dalla data di chiusura del disciplinare di gara non si è più saputo nulla sull’esito della procedura, il cui Rup è il dirigente del Dipartimento Politiche Sociali di Palazzo Satellite, l’avvocato Domenico Zaccone invitato a presenziare all’evento ma non presentatosi, così come l’assessora avvocato Alessandra Calafiore.

Il presidente dell’Associazione giovanile Fare per Cambiare, Alfredo Mangano, ha dichiarato che: “il Centro Anziani è stato al centro di una dura battaglia negli scorsi anni, in quanto è una delle pochissime strutture ricreative presenti in Città. L’Avviso pubblico a cui abbiamo partecipato è stata la risposta a tre anni di dure battaglie. Noi chiediamo che il bando venga concluso a norma di Legge. Se presenti dei motivi ostativi, chiediamo che di essi si venga a conoscenza. Non si puo’ più attendere”!

Mentre Pippo Pippo Maganza presidente di Sicilia Terra Nostra, ha riferito: “si tratta di una situazione anomale, esigiamo che venga dato seguito al bando indetto dalla vecchia Amministrazione comunale. Voci non ufficiali, che ci sono pervenute paventano che si possa procedere ad una possibile privatizzazione della struttura, ipotesi questa che riteniamo inaccettabile”.