Sulla morte di Desirèe Mariottini, i giudici del Tribunale del Riesame di Roma hanno deciso di alleggerire l’accusa di stupro

E DI NON CONTESTARE QUELLA DI OMICIDIO, PER CHIMA ALINNO E BRIAN MINTHE

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I giudici del Tribunale del Riesame di Roma, hanno deciso oggi, che non vi sono elementi sufficienti tali da poter suffragare la colpevolezza dello spacciatore nigeriano Cisco, avendo riguardo all’accusa di omicidio avanzata nei suoi confronti per l’uccisione di Desirèe Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina spirata il 19 ottobre scorso a Roma in via Lucani, 22 nel Quartiere San Lorenzo, all’interno di uno stabile abbandonato. Più leggera poi, anche la posizione per Chima Alinno e Brian Minthe, per i quali è caduta la contestazione di assassinio volontario.

I magistrati, hanno anche affievolito riformulandolo, l’avviso (notificato agli autori del reato) sulla violenza sessuale accaduta verso la vittima, sostenendo che non si sia trattato di una azione di Gruppo, ma di abusi agiti singolarmente. Comunque, il nigeriano rimane ristretto in carcere gravato dall’accusa di spaccio e cessione di sostanza stupefacente così come per la violenza sessuale. La pronunzia degli ermellini, crea in questo caso un precedente anche per gli altri indagati di tale delitto.