Udienza turbolenta, ieri in Tribunale al processo sul caso Fenapi, che vede tra gli imputati il sindaco di Messina Cateno De Luca

PROCESSO AGGIORNATO AL 7 FEBBRAIO

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Udienza turbolenta quella, del 16 dicembre all’Aula F del Tribunale sul caso Fenapi, che vede tra gli imputati il sindaco di Messina Cateno De Luca. Il primo cittadino, a suo tempo, fu il creatore del patronato nato nel Paese di Fiumedinisi.

A testimoniare ieri c’era un personaggio decisivo, l’avvocato Giovanni Cicala… che è uno dei principali “accusatori” ad aver puntato l’indice sul sistema fenapino. Il legale di Barcellona Pozzo di Gotto, al termine di un legame professionale burrascoso con De Luca si reco’ alla Guardia di Finanza verbalizzando in una denuncia le irregolarita’ che riscontro negli anni precedenti al 2014.

Cicala è stato escusso, rispondendo ad alcune domande fatte dal pubblico ministero Francesco Massara, che ha dovuto faticare non poco per tenere testa agli interventi dell’avvocato Giovanni Mannuccia, uno dei difensori di De Luca. Lo scontro si è incentrato sui verbali di Cicala non entrati nel fascicolo processuale come ha chiesto Mannuccia contrariamente a quanto domandato dal rappresentante dell’accusa.

Cicala ha spiegato il rapporto tra lui, De Luca e le imprese imprese di quest’ultimo. Non ha risposto a tutto, avvalendosi del segreto professionale. Ora dopo la fase di lunedi’, tornerà in dibattimento il prossimo 7 febbraio per sottoporsi ad altre domande del PM. Previste, poi, le audizioni di due consulenti tecnici e contabili che hanno aiutato i finanzieri nel corso delle indagini sui bilanci delle società collegate alla Fenapi.