Verona: disposto il trasferimento in Comunità, per un bimbo di tre anni

COSI' SI ABITUA ALL'ADOZIONE

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A parlare così, è l’avvocato modenese Francesco Miraglia: “un bambino di tre anni, che viveva tranquillo fino ad alcuni giorni fa con una famiglia affidataria, in stretto contatto con i nonni materni, è stato strappato dalla serena vita che conduceva e sbattuto, da solo, in una Comunità. La sua colpa? Essere stato dichiarato adottabile dal Tribunale dei minori di Venezia, in quanto i Servizi Sociali della sua Città, Verona, hanno giudicato la nonna incapace di occuparsi di lui, poiché vent’anni fa non è stata una madre ferma e autorevole con la figlia”.

Tuona l’avvocato Francesco Miraglia, cui i nonni materni del piccolo si sono rivolti: “vent’anni fa non sarebbe stata una brava madre e la colpa le deve ricadere ancora addosso, ma soprattutto su un piccino di tre anni appena, che non riesce a capire perché fino a ieri dormiva nel suo lettino e oggi si trova in una struttura comunitaria, circondato da perfetti sconosciuti”?

Il legale continua: “che colpe puo’ aver avuto mai questo bambino? Tanto da -punirlo- con tanta cattiveria, neanche fosse un criminale. Il Tribunale dei minorenni è nato con lo scopo di tutelare i bambini, non con quello di opprimerli”.

La madre del piccolo non puo’ occuparsene, pertanto è vissuto con i nonni, finché loro stessi hanno chiesto aiuto ai Servizi Sociali: “speravano in un sostegno, in un percorso insieme, invece il piccolo è stato affidato a una famiglia, che lo ha sempre trattato amorevolmente e con la quale il piccino si trova bene. Il rapporto tra questa famiglia e i nonni era più che cordiale, trascorrevano alcune occasioni insieme, il bimbo passava spesso le giornate e anche alcuni notti dai nonni. Tutto si svolgeva in un clima sereno, come pure gli stessi Servizi Sociali avevano riscontrato. A un certo punto, però, non si capisce perché, cambiano repentinamente idea, decidono che il piccolo con la famiglia affidataria non potrà stare ovviamente per sempre, ma nemmeno tornare con i nonni, in quanto appunto la nonna non avrebbe mostrato polso fermo con la figlia, madre del piccolo, vent’anni fa. Il bimbo è stato quindi portato in una Comunità e non puo’ nemmeno più vedere i nonni, -così si abitua prima a staccarsi da loro, visto che una volta adottato non li rivedrà mai più-“.

Conclude l’avvocato Miraglia: “abbiamo presentato istanza di appello alla sua adottabilità, chiedendo di disporre una perizia tecnica che valuti il bimbo e i nonni e che loro nel frattempo possano almeno riprendere a vederlo. Il Tribunale dei minorenni di Venezia si conferma un Istituto che anziché tutelare i bambini li controlla e in questo caso anche punisce”.

Come nella recente vicenda del ragazzino ritenuto troppo effeminato: “il Tribunale solo per questo voleva allontanarlo dalla madre e dalle sorelle. Lancio infine un appello al sindaco di Verona, Federico Sboarina, perché si informi su ciò che accade nella sua civilissima Città”.