Vincenza Palmieri (consulente di Parte) e Francesco Miraglia (avvocato): “I bambini devono rimanere nella propria famiglia, con i genitori e con i nonni”

"NELL'UNICO INTERESSE, CHE E' QUELLO DEL MINORE"

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A scriverlo, sono Vincenza Palmieri (consulente di Parte) e Francesco Miraglia (avvocato): “ancora una storia. La storia di un bambino che sembrava destinato ad essere vittima, sacrificato ai desideri delle Istituzioni, a conflitti coniugali irrisolti, a scelte non condivisibili. Un bambino che, in più, in questo caso, era ammalato; bisognoso di cure all’interno di una struttura ospedaliera e – come tutti i bambini – delle braccia amorevoli e accoglienti dei suoi parenti”.

I due, continuano: “stiamo parlando di un bambino attualmente residente a Roma e di un caso definito positivamente in queste ore, presso il Tribunale dei Minori di Venezia, noto alle cronache anche per altri casi oggetto di attenzione, in questi giorni. La sentenza ha disposto, infatti, che il Minore possa restare in famiglia. Non vi raccontiamo la storia per intero, nei suoi dettagli, perché le storie dei bambini che vengono allontanati dalla propria famiglia sono tutte di verse ma – in fondo, per molti versi – tutte uguali. Sono storie di dolori, di strappi, di ingiustizie. Storie di Istituzioni che non dialogano tra di loro. Che si focalizzano -sulle carte- più che sulle persone; sui loro bisogni, le loro realtà, emozioni, sentimenti. E sul rispetto dei Diritti dei Bambini, in primo luogo”.

“Ci fa – proprio per questo – particolarmente piacere condividere un risultato che, come spesso accade, è frutto di un lavoro di squadra. Di un avvocato che propone le istanze giuridicamente più corrette e di un consulente di Parte che – in Scienza, coscienza e conoscenza – mette in evidenza le ragioni profonde per cui un allontanamento o un abuso su un bambino non debba essere assolutamente perpetrato”.

“Nel caso specifico, una questione interna al nucleo familiare – che si sarebbe dovuta risolvere bonariamente – aveva assunto caratteri di rischio a causa di un conflitto. Rischio per la serenità di un bambino che già ha seri problemi di salute e quindi bisognoso più di ogni altro di tutela e cura da parte di tutti. E’ proprio il lavoro di squadra, tra il consulente e l’avvocato, che ha determinato il buon esito della vicenda. Secondo la pronuncia del Tribunale di Venezia, dunque, si è privilegiato – giustamente – il dovere di assicurare la serenità del bambino, che potrà accedere alle migliori cure possibili e vivrà felicemente la propria vita restando insieme ai nonni, figure straordinariamente positive e supportive”.

“In questo caso ci fa particolarmente piacere sottolineare che la profonda collaborazione tra consulente di Parte e avvocato, quando mette in campo competenza e scienza, produce risultati condivisibili da una Magistratura sensibile e in ascolto. Queste tre figure, insieme, possono fare la differenza; nell’unico interesse, che è quello del bambino”.