A Capo Rasocolmo (ME): si terrà la Rassegna “Promontorio Nord”, diretta da Roberto Zorn Bonaventura

IL 20 AGOSTO ALLE ORE 18.30, PRESSO LA OMONIMA TENUTA

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Ci sono spettacoli che nascono con una motivazione forte e, man mano che passa il tempo, questa motivazione, lungi dallo scolorirsi, diventa ancora più pressante. È quello che accade a “Contrada Acquaviola n. 1”, che, proponendo temi e problemi ambientali, appare sempre più di grande attualità. Il testo di Simone Corso, interpretato dallo stesso autore e da Antonio Alveario, prodotto da Nutrimenti Terrestri, ha già ottenuto premi e successi in varie parti d’Italia. Tra l’altro è stato finalista al Festival di teatro civile CassinoOff, al Festival di Resistenza, Premio Alcide Cervi, a Gattatico (RE) ed è andato in scena per la IV edizione del Torino Fringe Festival. Appare quindi di grande importanza anche il terzo appuntamento di Promontorio Nord, la rassegna teatrale che si svolge nella Tenuta Rasocolmo e propone spettacoli al tramonto, in un piccolo boschetto a picco sul mare con la direzione artistica di Roberto Zorn Bonaventura, qui impegnato anche come regista. Proprio questo contrasto fra un tema forte come l’inquinamento e l’atmosfera magica del tramonto di Capo Rasocolmo, che rende possibile l’assenza di mezzi tecnici, propone questa replica come una performance unica e irripetibile. A fine spettacolo, inoltre, insieme agli artisti ci si potrà intrattenere con la cena-degustazione e con i vini della tenuta.

Nelle sue note di regia, Bonaventura spiega così lo spettacolo e la sua necessità: «Ci sono fatti che richiedono una presa di posizione decisa. Ci sono testi teatrali che si mettono in scena per delle motivazioni forti, per la necessità di dire. “Contrada Acquaviola n.1” di Simone Corso è uno di questi. Un testo apparentemente quotidiano nei dialoghi tra un padre e un figlio, ma che strilla la sua presa di posizione nel momento in cui questo dialogo fallisce. La raffineria di Milazzo, situata nel cuore del paese, vicino al centro storico e davanti al mare, ne deturpa la bellezza e “infetta” la vita degli abitanti. La regia ha così scelto di mischiare poesia e bellezza con scempio e scelleratezza. Per questo motivo la scena è rappresentata da semplici quanto poetiche barche di carte (i grandi origami dell’artista Nunzio Laganà), che muovono il loro significato tra la magia di un veliero colorato su cui viaggiare e sognare, e il mostro della raffineria che inchioda e affonda in un destino di fine e di disfatta. Serve, quindi, una presa di posizione forte, perché la vita, coraggiosamente, potrebbe essere altro».