La vita di Pirandello, raccontata in “Pupi siamo” di Gianfranco Quero

VENERDIì 23 AGOSTO AL TEATRO DEI 3 MESTIERI DI MESSINA

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Continua la stagione di teatro all’aperto del Teatro dei 3 Mestieri di Messina. Venerdì 23 agosto alle ore 21.30 andrà in scena “Pupi siamo” di Gianfranco Quero con Marco Natalucci e lo stesso Gianfranco Quero. A partire dalle ore 20.30 è in programma un apericena su prenotazione. Presentazione dello spettacolo: Due attori stanno andando in teatro per recitare I Giganti Della Montagna di Luigi Pirandello. Ad un certo punto – con apparente casualità – si trovano in camerino a parlare della vita e dell’arte di Pirandello: frammenti della sua vita, personaggi delle sue opere, la sua famiglia, il padre, la madre, i figli.

Nello spettacolo la parola viaggia insieme al corpo degli attori, che come una marionetta/pupo si mostra in continua trasformazione: dalla “staticità” e rilassatezza del racconto, alla dinamicità e ai ritmi nell’interpretazione dei personaggi; e, riguardo a questi ultimi, dalla compostezza di alcuni “reali”, (la madre, il figlio Stefano, conoscenti…), al disordine fisico, al caos, di altri personaggi veri o fantastici.

Come Pirandello trasportava le persone dalla vita reale nei suoi racconti letterari e teatrali, così i bravissimi Quero e Natalucci trasportano lo spettatore dalla vita vissuta alla vita narrata da Pirandello.

Lo stile della narrazione è colloquiale, spesso divertito e divertente, attraverso continue digressioni temporali ed escursioni nell’attualità. Il testo vive di frammenti tratti da Uno nessuno e centomila, Il Fu Mattia Pascal. L’uomo dal fiore in bocca, I giganti della montagna, La favola del figlio cambiato, Il berretto a sonagli, Ciaula scopre la luna, Enrico IV.

Lentamente la biografia del poeta diventa un inno di dolore alle condizioni attuali della Sicilia ma anche un omaggio alla contraddittoria, mutevole, affascinante arte dell’attore.

PUPI SIAMO
un progetto di Gianfranco Quero
con Marco Natalucci e Gianfranco Quero
regia e adattamento scenico di Gianfranco Pedullà
costumi e oggetti di scena Rosanna Gentili
luci Marco Falai