Teatro gremito per l’opera di Lorenzo Guarnera “L’eredità dello zio canonico”

Personaggi diversi che hanno trasmesso insegnamenti di vita importanti e ci hanno regalato grasse risate.

2072
lorenzo guarnera

Si è conclusa con un grande successo la serata di ieri al Teatro Vittorio Emanuele, con un debutto emozionante della nuovissima Associazione Teatrale e Culturale “Lorenzo Guarnera”, che ha presentato in maniera magistrale la commedia esilarante in tre atti di Antonio Russo Giusti, “L’eredità dello zio canonico”, commedia in vernacolo diretta e rielaborata da Lorenzo Guarnera, nonché presidente dell’Associazione.

Il consenso del pubblico è arrivato fin da subito e ha accompagnato tutta la durata delle scene, manifestando ampiamente il divertimento e l’ilarità trasmessi, frutto di un intenso e meticoloso lavoro trimestrale, fino ad arrivare all’epilogo che si è concluso con un commovente e suggestivo momento di premiazione nei confronti di due personaggi noti nel messinese: l’attore Nino Manganaro, che ha ricevuto una targa di riconoscimento per la sua carriera attoriale e il giornalista Orazio Raffa, con un premio alla carriera.

I protagonisti della serata sono stati innanzitutto il regista e primo attore della compagnia, Lorenzo Guarnera, che con la sua esperienza e professionalità ha saputo trovare e trasformare i personaggi in maniera impeccabile, eseguendo un’interpretazione ricca di mille sfaccettature diverse, dal pianto liberatorio a cascate di risate contagianti.

Tornate in scena insieme dopo tantissimi anni, le straordinarie Graziella Alfieri e Ivana Pittella, che hanno interpretato la moglie Nunzia e la cugina Maddalena senza lasciare nulla al caso, sfruttando la loro carriera teatrale in maniera ineccepibile.

Ma non solo: tutti gli attori scelti dal Guarnera sono conosciuti nella zona del messinese per aver presentato al pubblico diverse opere teatrali, sia i dilettanti, sia i professionisti. Indimenticabili e insostituibili le recitazioni di Silvana Foti e Gaetano Murabito, che si sono calati rispettivamente nella parte della segretaria del notaio e del cugino Santo, un personaggio, per dirla alla Russo Giusti, “senza scrupoli e senza cuscienza, un malacarne”! Ancora, personaggi chiave della commedia: il Cavaliere Amore, Giuseppe Valenti, il Notaio, Francesco Micari e il Vicario Chiarenza, Giuseppe Tuzzo; un trittico divertente e preparato, che ha trovato il modo migliore per emergere e per caratterizzare i ruoli attribuiti dal regista.

Concludendo la rassegna degli attori, bisogna necessariamente dare il giusto merito ai tre giovanissimi della compagnia: Sabrina Samperi – Agatina, Gabriele Celona, il cugino Mario, e Fabrizio Siracusano, il garzone e il cameriere. Personaggi diversi, se non ai poli opposti, ma che hanno trasmesso insegnamenti di vita importanti e ci hanno regalato grasse risate.

Continuando il viaggio all’interno dei pilastri della compagnia incontriamo il direttore di scena e costumista, Carmelo Samperi, che ha offerto al pubblico un’atmosfera anni ’50 veritiera e dei costumi appropriati e in alcuni casi molto comici; l’aiuto regista e responsabile delle comunicazioni, Ylenia Cambria, che ha seguito pedissequamente tutta la nascita dell’Associazione e la gestione burocratica, aiutando il regista nel curare i dettagli tecnici ma anche e soprattutto nel supportare gli attori con consigli e osservazioni.

L’atmosfera non sarebbe stata la stessa senza l’intervento delle truccatrici Valeria Botta e Federica Bucolo, che insieme si sono divertite giocando con i lineamenti degli attori e trasformandoli in base alle occasioni rappresentate in scena.

Un immenso grazie, infine, va a Donato Grimaldi per gli scatti meravigliosi realizzati durante le scene, a Davide Balsamo, per la scenografia, a Dino Privitera per l’audio e le Luci, alle riprese di Adone Guerrini, alla presentatrice Letizia Lucca e a tutti i collaboratori che hanno contribuito a creare un’atmosfera serena e armoniosa dietro le quinte e in sala. (Ylenia Cambria)