“La mia lettera ai calabresi, sulla questione COVID-19”

L'HA SCRITTA OGGI AI SUOI CONCITTADINI, LA STUDENTESSA FUORI SEDE RESIDENTE A MILANO, MARIA LAURA SPIZZIRRI,

305

“La mia lettera sulla questione COVID-19 al Governatore della Calabria, agli Organi di stampa ed ai calabresi”. A scriverla oggi è stata Maria Laura Spizzirri, studentessa fuori sede a Milano.

Ecco il testo: “rutti hanno il diritto di tornare a casa (con le dovute precauzioni) cari calabresi, Oggi è il 18 Aprile e sono 54 giorni che noi studenti e lavoratori fuori sede abbiamo scelto volontariamente di rimanere nel luogo in cui studiamo e/o lavoriamo. Questo perché, in primo luogo, abbiamo deciso di tutelare davvero la nostra regione, senza avvalerci di stupide dichiarazioni patriottiche ostentate sui social, senza affollare i treni quella fatidica notte, senza inventare assurde visite mediche e senza fingere di dover andare ad accudire un anziano, solo per ottenere un permesso”.

“A differenza di altri abbiamo compreso fin da subito l’eventuale difficoltà che il sistema sanitario calabrese avrebbe riscontrato nel caso in cui l’epidemia si fosse manifestata nello stesso modo in cui è successo al Nord. Siamo stati visti come eroi, come possessori di una grande morale e di un paradossale (perché non viviamo più nella nostra regione) attaccamento alla nostra terra. Come in ogni favola che si rispetti però, il -cattivo- e le sue gesta vengono dapprima criticate a gran voce e poi giustificate, mentre le azioni dell’eroe vengono elogiate e dimenticate”.

“Con ciò vorrei dire, a chi dal vivo e sui social critica e offende i ragazzi fuori sede, che ci sentiamo dimenticati dallo Stato poiché pensa a tutti fuorché alla situazione economica, sociale e psicologica dei propri studenti/lavoratori in un contesto NON NORMALE e da una Regione che pur sollecitata più volte si RIFIUTA di rispondere e di tendere una mano a quei ragazzi e a quei genitori che la mano alla propria terra non l’hanno mai negata. Per questo e per altro, ci terrei a dirvi di smetterla di trattarci come appestati o come coloro che rinnegano la propria regione perché proprio questi ultimi sono tornati giù da tempo, senza chiedere, senza precauzioni e soprattutto senza rispetto per voi e per le regole. Di contro sono queste le cose che noi chiediamo: il permesso di tornare a casa, le dovute precauzioni per farlo e il rispetto da parte vostra, perché noi, mai come questa volta, il rispetto per la Calabria lo abbiamo manifestato”.