Michela Murgia (Cabras): “Sta uscendo in libreria, un libro che si chiama Fame”

"LO HA SCRITTO L'ATTIVISTA AMERICANA, ROXANE GAY"

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Michela Murgia (scrittrice) commenta così, un testo di prossima pubblicazione e scrive: “sta uscendo in libreria un libro che si chiama -Fame-. Lo ha scritto l’attivista americana Roxane Gay e nelle prime cento pagine somiglia a quelle persone che ti attaccano bottone per parlarti di un loro trauma osceno di cui non vuoi sapere assolutamente niente”.

Non è difficile capire perché: “nera, bisessuale, grassa oltre tutti i canoni accettati e reduce da uno stupro subito a 12 anni a cui dà la colpa di tutto quello che nella sua vita è andato storto, l’io narrante (che poi è la scrittrice stessa) ti sbatte in faccia sin dalle prime righe una scarica di marginalità davvero difficili da gestire tutte insieme. Non le vorresti leggere. Lo pensi a ogni pagina. Non le voglio leggere”.

Ogni volta che stai per girarne un’altra ti dici: “adesso lo poso questo libro maledetto, adesso lo poso e non lo leggo più. E invece continui. Le pagine girano e il senso di oppressione diventa piano piano qualcosa d’altro, una cosa che non sapresti spiegare e pero’ funziona e ti tiene incollata. Roxane Gay qui dentro dice cose che offendono tutti i canoni che ho sul femminile, io che i canoni lavoro ogni giorno per abbatterli. Mi ha messa davanti ai pregiudizi di cui sono portatrice, oltre che vittima”.

“Mi ha costretta a ripensare con le sue parole molte delle cose che sapevo, ma che le mie parole non avevano saputo dire. In apparenza ti parla del suo corpo ferito, ma sta parlando di una società che nel corpo si rappresenta e che contro i -corpi ribelli- è violenta e giudicante, intimorita dalla diversità. Parla della sua anima compromessa, ma rivela anche il dente cariato nascosto nel sorriso di un Occidente in cui persino all’anima è richiesta una forma perfetta. Invece non c’è niente di perfetto in questo libro. Tutto stride, niente si risolve, ogni cosa è contro qualcos’altro”.

“Bello contro brutto, grasso contro magro, nero contro bianco, normalità contro devianza, donna contro uomo, persino le opinioni e le percezioni dell’autrice sono in contrasto tra loro, pagina dopo pagina, e in ogni riga rimane in controluce la voce della ragazzina nera di 12 anni stuprata dai figli dell’upper class bianca che si seppellisce viva da sè sotto chili e chili di lardo per far dimenticare di essere mai esistita”.

“-Fame- è la storia di una guerra sporca e cattiva, dove a chi sopravvive non è concesso nemmeno il diritto di parlare di quel che ha visto. Roxane Gay ha rotto il patto del silenzio e si è presa la responsabilità di raccontare l’incubo americano in un mondo che dell’America vuole solo il sogno. Ci vuole un certo tipo di fame per leggerlo fino in fondo, ma io quella fame l’avevo tutta. E’ solo che prima di leggerlo non mi ricordavo dove”.