Dalla mezzanotte di dopodomani 11 gennaio fino al 31 gennaio…, la città di Messina sarà in lockdown per tre settimane

QUESTO È QUANTO VIENE STABILITO DALL'ORDINANZA REGIONALE FIRMATA OGGI DAL PRESIDENTE DELLA SICILIA, NELLO MUSUMECI

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Dalla mezzanotte di dopodomani 11 gennaio fino al 31 gennaio…, il Comune di Messina sarà in lockdown per tre settimane. Questo è quanto viene stabilito dall’ordinanza regionale firmata oggi dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che introduce per la città dello Stretto misure uguali a quelle in vigore da marzo a 18 maggio 2020, a causa del preoccupante andamento epidemiologico della città.

il governatore siciliano, lo ha stabilito dopo la richiesta inviata ieri sera dal primo cittadino peloritano Cateno De Luca.

Ecco nel dettaglio cosa prevede l’atto:

  1. divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale, con mezzi pubblici e/o privati, da parte di ogni soggetto ivi presente, fatta eccezione per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e/o motivi di salute. È sempre consentito il transito, in ingresso ed in uscita, dal territorio comunale per il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, nonché per gli operatori sanitari e socio-sanitari, per il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l’emergenza. È, altresì, consentito il transito per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e/o servizi essenziali, nonché raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti siano consentiti ai sensi delle vigenti disposizioni nazionali e regionali. Rimane, infine, consentito il transito, in entrata ed in uscita, per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante;
  2. divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, nei predetti territori comunali ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria, per stato di necessità imprevisto e non procrastinabile o per usufruire di servizi o attività non sospese;
  3. sospensione di tutte le attività didattiche e scolastiche, di ogni ordine e grado;
  4. sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  5. sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 23 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2020, anche se esercitate nelle medie e grandi strutture di vendita (compresi i centri commerciali);
  6. chiusura dei centri commerciali e/o outlet ad eccezione delle attività commerciali al dettaglio di cui al superiore comma “e”, purché sia consentito l’accesso solamente alle predette attività;
  7. rimangono aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie secondo gli ordinari orari di lavoro;
  8. nelle giornate festive è vietato l’esercizio di ogni attività commerciale, ad eccezione di edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Rimane sempre consentita la vendita con consegna a domicilio dei prodotti alimentari e dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento.