Evasione tributi: «Cateno e la sua Giunta, si autodenunciano per evitare la decadenza?»

A CHIEDERSELO E' L'EX ASSESSORE ALLA IGIENE CITTADINA DELL’AMMINISTRAZIONE ACCORINTI, DANIELE IALACQUA

331

Evasione tributi: «Cateno e la sua Giunta, si autodenunciano per evitare la decadenza?». A porsi questo questo quesito è l’ex assessore alla Igiene Cittadina dell’Amministrazione Accorinti, Daniele Ialacqua.

Continua in tal modo Ialacqua: «abbiamo l’impressione che la “bomba” del progetto “u pisci feti da testa” rischi di scoppiare in mano a De Luca. Candidamente infatti il sindaco dichiara in video su fb, con tutta la Giunta presente, che ad “evadere” i tributi comunali non erano tre componenti della Giunta, come titolava ieri la Gazzetta del Sud, ma ben 7, ovvero sei assessori ed il sindaco stesso, dichiarando sempre più candidamente che prima di lanciare il progetto du pisci chi feti da testa ne aveva parlato in Giunta ed hanno deciso di mettersi subito tutti in regola. Tutto normale? Non direi proprio».

«Ci viene in primo luogo in mente il caso avvenuto recentemente a Mazara del Vallo (ma anche in altri comuni come Benevento). Anche lì si è scoperto che vari amministratori locali non pagavano alcuni tributi locali. E cosa è successo? Che è stato evidenziato che la legge regionale n.31 del 1986 e l’art.63 del TUEL prevedono l’incompatibilità e quindi la decadenza degli amministratori che hanno un debito liquido ed esigibile verso il comune per imposte, tasse e tributi. Da qui controlli e verifiche a tappeto su Giunta e Consiglio comunale. Ed a Messina in che situazione siamo? In che situazione erano/sono il sindaco e gli assessori? Si ricade nel caso previsto dal tuel e dalla legge regionale? O si è forse cercato di evitare di ricadere nel caso previsto dalla legge con questo stratagemma? Qualcuno è necessario che lo accerti».

«C’è di più. Se il sindaco dichiara candidamente che prima di lanciare la campagna del pagamento dei tributi si è “sistemato” le sue “pendenze” tributarie, insieme agli assessori non in regola, ed ora invierà le contestazioni ai cittadini “evasori”, cosa devono dire i dipendenti comunali, gli ambulanti, i cittadini non in regola? Potranno avere anche loro un “trattamento” di “favore” similare? Un problema non solo morale ma anche, riteniamo, legale».

Ed infine: «questo uso così disinvolto di dati sensibili, questo lanciare messaggi con giochi di parole a questa od a quella persona presuntivamente non in regola, questo “potere” di sapere chi forse non paga i tributi minacciando di “sputtanarlo” pubblicamente, è tutto regolare? Non si ravvisa alcun reato?».