Francesco D’Uva del M5S, afferma: “Sono veramente amareggiato… il Messaggero mette in discussione la mia trasparenza e la mia onestà”

"L'ENNESIMA FAKE NEWS, DEI MEDIA"

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Nel tritacarne mediatico di -rimborsopoli-, il presunto scandalo alimentato da un servizio de -Le Iene- sui -bonifici non bonifici- di alcuni deputati pentastellati al fondo del microcredito per le imprese, è finito suo malgrado anche il parlamentare messinese Francesco D’Uva, per un articolo pubblicato da un quotidiano romano.

D’Uva, nel chiarire la propria posizione, sostiene: “sono veramente amareggiato… oggi (ieri per chi legge ndr) il Messaggero mette in discussione la mia trasparenza e la mia onestà… l’ennesima FAKE NEWS dei media”.

“Cinque anni fa, aprendo il conto alle poste per gestire le rendicontazioni, ci rimasi parecchio male nello scoprire che avrei potuto effettuare i bonifici al bilancio dello Stato solo all’Ufficio postale senza poter usufruire della funzione -home banking-. Alla fine però scambiare quattro chiacchiere con i dipendenti delle poste è anche piacevole”.

Giusto per essere chiari: “non avendo l’home banking sono obbligato ad andare allo sportello della posta per effettuare il bonifico e firmare la ricevuta. Secondo il Messaggero non avrei firmato il bollettino di dicembre, insinuando dunque di non aver restituito parte del mio stipendio. Nella foto trovate il bollettino di dicembre con la mia FIRMA”.

L’esponente dei Cinque Stelle, termina specificando: “questa non è informazione, questa è disinformazione! Un accanimento gratuito nei confronti del MoVimento 5 Stelle! Vergogna”.