“Incontro con gli amministratori e dirigenti locali della valle dell’Halaesa”, è quanto riferisce il Deputato regionale del PD, Franco De Domenico

"ABBIAMO CONCLUSO LA PROFICUA MATTINATA DI LAVORI CON PIETRO NAVARRA"

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E’ quanto riferisce il parlamentare regionale del PD, Franco De Domenico: “l’impegno del partito democratico per il Sud insieme a Pietro Navarra Deputato lo stiamo declinando anche con una serie di incontri sul territorio, momenti di ascolto e occasioni di confronto per progettare insieme una strategia di sviluppo territoriale. La Valle dell’Halaesa è una delle zone più ricche della Sicilia di tradizioni, culture e attività agricole ed artigianali di qualità; soffre, tuttavia, una marginalità territoriale e politica che ne ha rallentato il decollo”.

“All’incontro sono intervenuti, dopo il saluto del segretario Provinciale del PD, Paolo Starvaggi, Sindaci, Amministratori locali e dirigenti di Partito dei sei comuni della valle dell’Halaesa peraltro riuniti in un consorzio intercomunale: Castel di Lucio, Motta d’Affermo, Comune Mistretta, Comune di Pettineo, Comune di Santo Stefano di Camastra e Comune di Tusa. Dopo una breve discussione politica sulle difficoltà del Partito Democratico, praticamente assente negli ultimi anni sul territorio – come ha evidenziato il sindaco di Santo Stefano- Francesco Re e ribadito nei loro interventi Ivana Gagliano e Anna Ciccia, il dibattito si è spostato sulle criticità della zona e, come ha affermato il sindaco di Motta d’Affermo Sebastiano Adamo, bisogna ripensare alla viabilità interna, costituita da 80 km di vie di comunicazione praticamente abbandonate dalla ex Provincia di Messina e soprattutto alla grande incompiuta la Santo Stefano – Gela che se ultimata, e i fondi ci sono, potrebbe aprire orizzonti importanti alle comunità della Valle”.

“Ma si è parlato molto di prospettive di sviluppo della Valle, immaginando innanzitutto di potenziare il Consorzio, diventando uno strumento di promozione territoriale per proiettare la vallata in un circuito turistico che possa portare ricchezza tutto l’anno. Nei numerosi interventi che si sono succeduti, Nino Noto, che ha promosso l’incontro, Dino Viglianti di Castel di Lucio, Sebastiano Di Francesca di Pettineo, nonché Carmelo Re e Sebastiano Noto hanno evidenziato come un territorio che annovera, fra l’altro, La Fiumara d’Arte, voluta dal Mecenate Antonio Presti, gli scavi di Halaesa (che si stanno rivelando una sito archeologico di straordinaria importanza), la produzione delle ceramiche artistiche di Santo Stefano, lo straordinario patrimonio storico-culturale, le ricchezze ambientali e le peculiarità dei prodotti tipici dell’agricoltura di Castel di Lucio, Mistretta e Pettineo piuttosto che la spiaggia di Castel di Tusa, e che si appresta a realizzare, proprio a Santo Stefano di Camastra uno dei porti turistici più importanti del Mediterraneo, non possa non costituire una rete territoriale da mettere a fattore comune per lo sviluppo di tutto il comprensorio”.

“Abbiamo concluso la proficua mattinata di lavori con Pietro Navarra. In particolare ho voluto affrontare una serie di problematiche della Valle che costituiscono questioni aperte da sempre e mai risolte e dalle quali bisogna partire se si vuole immaginare un’azione politica improntata alla concretezza e non alle chiacchiere o alla propaganda. Viabilità interna e infrastrutture primarie innanzitutto,ma anche concretizzare l’adesione dei comuni della valle dell’Halaesa, che ancora non vi fanno parte, al Parco dei Nebrodi, e infine ottimizzare la capacità di attrazione di risorse per investimenti attingendo a fonti comunitarie, nazionali e regionali”.

“Pietro Navarra, infine, ha posto l’accento sulla riorganizzazione del partito su base territoriale per dare risposte non solo ai militanti ma anche per promuovere una linea politica che rimetta al centro il Partito Democratico nel dibattito sullo sviluppo locale. In particolare si è soffermato su quelli che potranno essere gli effetti della eventuale approvazione della autonomia regionale differenziata. Una iattura per il sud che vedrebbe ridotte notevolmente le attuali, già carenti, risorse ampliando ulteriormente lo squilibrio economico tra il Nord e il Sud del Paese. E’ necessario, pertanto che dai territori parta forte una protesta unitaria che possa fronteggiare la forza economica delle regioni settentrionali”.