Lo specifica l’onorevole Luigi Genovese parlamentare regionale di Ora Sicilia: “Agli incorreggibili giustizialisti e agli urlatori di professione, che si erano affrettati a giudicarmi, insultarmi e denigrarmi, dico oggi che il tempo è galantuomo”

"E PRIMA O DOPO CI PRESENTA IL CONTO DI CIO' CHE SIAMO"

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Lo specifica sul proprio profilo Facebook, l’onorevole Luigi Genovese parlamentare regionale di Ora Sicilia: “agli incorreggibili giustizialisti e agli urlatori di professione, che si erano affrettati a giudicarmi, insultarmi e denigrarmi, dico oggi che il tempo è galantuomo e prima o dopo ci presenta il conto di ciò che siamo e delle azioni che ci contraddistinguono. Dopo essere stato raggiunto da un avviso di garanzia, a pochi giorni dalla mia elezione all’Ars, avevo dichiarato di nutrire profonda fiducia nella magistratura. Non era la classica formula di facciata: io credo fermamente nella giustizia, la stessa giustizia che adesso dovrà esprimersi su ciò che è rimasto in piedi di questo impianto accusatorio fortemente alleggerito dopo l’udienza di ieri. Un processo nel corso del quale, peraltro, non si potrà non tenere in considerazione la sentenza della Cassazione, risalente allo scorso gennaio, che ha escluso ogni ulteriore addebito di natura tributaria. Sono certo che l’iter processuale verrà affrontato con la stessa serenità che ha contraddistinto l’udienza preliminare”.

“Oggi non mi aspettavo di certo che il nuovo risvolto di questa vicenda trovasse grandi spazi sui giornali, cioè quegli spazi che invece erano stati riservati alla questione dopo essere stato raggiunto dall’avviso di garanzia. Né tantomeno mi aspetto un passo indietro da parte di chi ha deciso di ergersi a giudice prima che i fatti venissero giudicati. Da chi mi ha dato del mafioso. Da chi mi ha augurato di marcire in galera: a queste persone non ho nulla da dire e non ho nulla da chiedere. Riservo invece un grazie davvero sentito a chi, pur non conoscendomi direttamente, è ancora in grado di aspettare i tempi della giustizia prima di schiumare di rabbia davanti ad una tastiera”.