“Nella giornata di ieri, ho avuto modo di partecipare a un vertice di maggioranza convocato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede per il progetto di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, dopo lo scandalo intercettazioni del caso del pm Luca Palamara”

LO HA DICHIARATO LA SENATRICE MESSINESE, GRAZIA D'ANGELO, CAPOGRUPPO IN COMMISSIONE GIUSTIZIA PER I 5 STELLE

214

“Nella giornata di ieri, ho avuto modo di partecipare a un vertice di maggioranza convocato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede per il progetto di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, dopo lo scandalo intercettazioni del caso del pm Luca Palamara. A questo tavolo di lavoro è stata, infatti, presentata dal Guardasigilli una bozza che ha lo scopo di ridare la giusta autorevolezza alla magistratura, che è stata investita da un vero e proprio terremoto”, dichiara la senatrice messinese Grazia D’Angelo, capogruppo della commissione Giustizia di Palazzo Madama.

“Nella bozza – spiega l’esponente pentastallato – sono presenti stringenti norme che impediscono al magistrato di tornare in ruolo dopo aver ricoperto cariche politiche elettive o di governo, anche a livello territoriale. Si disciplina anche il ritorno in ruolo del magistrato candidato e non eletto, ponendo vincoli e limiti di natura territoriale e funzionale. Inoltre, chi entrerà in politica non potrà più fare il magistrato”. “Non è sicuramente facile cambiare le regole interne del CSM e anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha sottolineato l’urgenza di una riforma di questo organismo, ma non il suo scioglimento. Il lavoro e le proposte del nostro Guardasigilli rappresentano un passo importante per dare al Paese un doveroso e necessario segnale di cambiamento”, conclude la senatrice D’angelo.