Purtroppo avevamo ragione: “Chiusi 5 uffici postali, a Messina”

LO DICE IN UN COMUNICATO ODIERNO, L'ONOREVOLE REGIONALE DEL PD, IL MESSINESE FRANCO DE DOMENICO

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“Quando qualche mese fa abbiamo lanciato l’allarme chiusura di 5 uffici postali nella nostra città nessuno lo ha raccolto, anzi Poste Italiane ha replicato piccata, parlando di presunti piani di sviluppo, senza mai affrontare in modo diretto l’argomento chiusura, insomma una serie di affermazioni fumose senza alcuna concretezza”. A dirlo in un comunicato odierno, è  l’onorevole regionale del PD, il messinese Franco De Domenico.

Domenico, ha continuato: “ora scopriamo che hanno mandato a il 13 dicembre al sindaco Cateno De Luca comunicazione di chiusura dal 20 febbraio prossimo, di cinque uffici postali a Messina e precisamente: ufficio Messina 1 di via Nicola Fabrizi 3; l’Ufficio di Pace, l’ufficio Messina 16 di via Pietro Castelli 60; l’ufficio di Santo Stefano di Briga e quello di Mili San Marco. Il Sindaco De Luca, forse troppo distratto dal “cambio di passo”, non sembra abbia preso alcuna iniziativa per scongiurare la chiusura, né ha ritenuto di informare il consiglio comunale, eppure il contenuto della stessa avrebbe dovuto farlo sobbalzare dalla sedia”.

“Bravi questi di poste! Per giustificare la chiusura fanno riferimento a una precedente PEC con la quale sarebbero state illustrate -le importanti iniziative intraprese dall’Azienda in termini di implementazione di nuove modalità di offerta dei servizi, compresi quelli tradizionali, in favore della clientela …- che avrebbero giustificato poi il piano di efficientamento che si traduce nelle 5 chiusure eseguite -anche tenuto conto della prossimità di altro Ufficio Postale /i a quello interessato al provvedimento di chiusura-“.

“Ma cosa credono i signori delle Poste che la struttura urbanistica e i servizi di trasporto locale di Messina siano quelli di Milano? O che per i tanti anziani dei nostri villaggi, spesso soli perché con figli e nipoti emigrati per lavoro, spostarsi di 4/5 chilometri in altro ufficio costituisca una passeggiata salutare? A tacere poi della sicurezza di chi usa le poste per prelevare somme di denaro”.

De Domenico ha concluso: “ma di cosa parlano questi signori? solo chiacchiere e giustificazioni offensive della intelligenza di chi le riceve, con l’unico obbiettivo di penalizzare le fasce più deboli della popolazione. Eppure prendono ben 262,4 milioni annui per garantire su tutto il territorio nazionale -senza alcuna discriminazione-, la -coesione sociale(sic!)-“.

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