“Sulla revoca dei domiciliari al sindaco di Bibbiano, si imbastirà la nuova canea negazionista dei fatti orrendi operati dai servizi sociali della Val d’Enza e dal centro studi Hansel&Gretel”

A SCRIVERLO IERI SU FACEBOOK, E' STATO IL GIORNALISTA E FONDATORE DE IL POPOLO DELLA FAMIGLIA, MARIO ADINOLFI

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“Sulla revoca dei domiciliari al sindaco di Bibbiano, si imbastirà la nuova canea negazionista dei fatti orrendi operati dai servizi sociali della Val d’Enza e dal centro studi Hansel&Gretel”. A scriverlo ieri su Facebook, è stato il fondatore de Il Popolo della Famiglia il giornalista Mario Adinolfi.

Ha continuato, Adinolfi: “che, lo ripeto da sei mesi, non deve mai più operare coi bambini. Bibbiano non è un episodio, è la punta di un iceberg. Da decenni il centro studi Hansel&Gretel viene chiamato ad operare per certificare abusi mai esistiti, in una logica di attacco alla famiglia naturale che ha origine in un contesto ideologico preciso e che nella Val d’Enza si appoggiava all’associazionismo Lgbt di cui Federica Anghinolfi è nota esponente. Faccio una semplice domanda: dove vive oggi la bambina strappata ai genitori per essere affidata alla lesbica ex amante della Anghinolfi e alla sua compagna, da loro brutalmente maltrattata? Nel 2018 Agnese Usai, bidella, venne accusata in Sardegna per presunti abusi sulle bambine di scuola materna, mai avvenuti ma certificati dai consulenti di Hansel&Gretel”.

“Sempre in Sardegna la procura di Tempo Pausania aveva addirittura condannato l’ex portiere del Torino, Matteo Sereni, per molestie sessuali contro i figli, che il calciatore non ha potuto vedere per anni. Molestie mai avvenute per la procura di Torino, anzi i bambini sono stati -reiteratamente interrogati con modalità inappropriate e potenzialmente suggestive di falsi ricordi-“.

“Sereni è stato prosciolto ieri, le accuse tutte archiviate. Dopo nove anni. Attenti a dire che Bibbiano è un -caso isolato-, un -raffreddore- o peggio un errore giudiziario. In gioco ci sono delle vite”.