A scriverlo oggi su Facebook, è stata la deputata leccese del Gruppo di Forza Italia a Montecitorio Veronica Giannone

NESSUN RESPONSABILE PER LA MORTE DI FEDERICO BARAKAT: "PER LA CEDU L'ITALIA È UNO STATO CHE NON HA L'OBBLIGO DI TUTELARE I BAMBINI"

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“Chi mai dovrebbe proteggere noi e i nostri figli se non lo Stato? Cosa si intende con il termine -protetto-? Leggevo l’articolo pubblicato dall’Agenzia di stampa DIRE e continuavo a domandarmi come sia possibile che in un incontro che si definisce -protetto- qualcosa vada storto. Com’è possibile che chi era tenuto a vigilare non è ritenuto responsabile di quanto accaduto! Nel caso del piccolo Federico questa omessa attenzione ha portato all’assassinio crudele di un piccolo bambino di appena 8 anni da parte di suo padre”. A scriverlo oggi su Facebook, è stata la deputata leccese del Gruppo di Forza Italia a Montecitorio Veronica Giannone.

La Giannone ha aggiunto: “-protetto- testualmente significa… munito di ripari, di difese. Posto sotto protezione. E allora come può un bambino posto sotto protezione, un bambino munito di ripari, di difese, essere ucciso con 3 colpi di pistola e 8 coltellate? Dove era la sua protezione in quel momento? Dove erano i suoi ripari? Le sue difese? In che modo dovrebbe essere interpretato quell’incontro -protetto- che ha tolto lui la vita? Per la CEDU non era stato stabilito in sentenza che bisognava -proteggerlo- pertanto nessuno mai avrà colpa di aver sottovalutato, di aver omesso un controllo su quell’incontro, nonostante lo si definisse -protetto-. L’assassino materiale è stato il padre, una persona pericolosa, più volte denunciata per la sua aggressività, instabilità, ossessività. Tanto da essere sotto processo penale per le minacce, le aggressioni, lo stalking nei riguardi della mamma del piccolo Federico”.

“Ma nessuno ha tenuto conto della pericolosità di quell’individuo, per il servizio sociale non c’era da preoccuparsi, c’erano gli operatori con lui, cosa mai poteva succedere al bambino in un -luogo protetto-? Per loro la persona che ostacolava la ripresa dei rapporti tra padre e figlio era proprio la madre, ostativa ed alienante per il servizio sociale e per il giudice del tribunale per i minorenni. Perché fu proprio il tribunale a decidere di voler garantire il rapporto del minore con entrambi i genitori e disporre colloqui con un -padre particolare- all’uomo era stato infatti diagnosticato un disturbo bipolare di personalità-. In quel tribunale fu un giudice a decidere di sospendere la responsabilità genitoriale alla sig.ra Penati, madre di Federico, e di affidare lo stesso al servizio sociale, ma nessuno di loro è stato dichiarato colpevole di alcun reato, neanche di un errore di valutazione. Nessuno di loro ha ascoltato una madre che cercava di proteggere il suo bambino. Nessuno di loro ha ascoltato quel bambino”.

“La Cedu che avrebbe dovuto valutare l’operato dei servizi sociali, valutare se il processo penale nei loro riguardi fosse stato svolto correttamente, scrive in sentenza, riprendendo quanto era già stato deciso dal tribunale qui in Italia, che quegli stessi servizi sociali -non avrebbero avuto l’incarico di proteggere il bambino, a meno che il tribunale per i minorenni non lo avesse indicato esplicitamente. Un pericoloso precedente che non tiene conto che proprio a quel servizio sociale il bambino era stato -affidato-. E allora di chi era la responsabilità di tenere al sicuro, -protetto- il piccolo Federico? Per la Cedu, no, lo Stato Italiano non è responsabile della sua morte. L’unico responsabile è l’assassino materiale, che però non potrà pagare per ciò che ha fatto. Il vigliacco si è ucciso”.

“La mamma di Federico ha provato in tutti i modi a prevenire quella che era una morte annunciata, urlando al mondo quanto quell’uomo fosse veramente pericoloso. Ma la verità è che non è mai stata creduta e in quella maledetta stanza Federico è stato lasciato solo, senza protezione. Le assistenti sociali erano uscite un momento per un caffè. Io sono convinta che chi non protegge un bambino, debba essere punito, e non voglio fare parte di una società che non si sente in dovere di prendersi cura dei propri figli. In situazioni del genere nessun errore è ammesso, nessuna svista… non vai a prenderti un caffè, non agisci con superficialità. L’assassino materiale è il padre. Ma al netto delle varie sentenze di assoluzione, voi come vi sentite? Vi vergognate?”.

Link:

  • https://www.dire.it/…/665567-corte-di-strasburgo-lo…/;
  • https://www.dire.it/…/664300-caso-barakat-mamma…/…!