Adibire una stanza nelle strutture ospedaliere cittadine in cui è possibile far incontrare le persone affette da covid e i parenti in totale sicurezza

QUESTA È LA RICHIESTA AVANZATA DAI CONSIGLIERI DELLA TERZA MUNICIPALITÀ DI MESSINA, AL SINDACO CATENO DE LUCA ED ALL'ASSESSORE AI SERVIZI ALLA PERSONA ED ALLE IMPRESE ALESSANDRA CALAFIORE

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Adibire una stanza nelle strutture ospedaliere cittadine in cui è possibile far incontrare le persone affette da covid e i parenti in totale sicurezza. Questa l’idea proposta della terza municipalità al sindaco Cateno De Luca e all’assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore. L’idea, diffusa già in alcune strutture ospedaliere italiane, consiste in una stanza separata in due parti da un telo di plastica con dei buchi che permettono di infilare le mani dentro a dei “guanti” per poter così toccare e abbracciare il proprio caro.

Tra le motivazioni della nascita delle aree secondo il consiglio della terza municipalità: “le misure di contenimento messe in atto per prevenire il contagio da covid 19 hanno impedito il contatto umano e limitato i rapporti sociali; hanno sofferto ancora di più di un forzato isolamento le persone affette da covid 19, che oltre al virus hanno dovuto fronteggiare e vivere uno stato psichico piuttosto precario; la limitazione nei rapporti umani hanno fatto nascere patologie anche afferenti alla sfera psichica”.

La terza municipalità nella sua richiesta ha anche sottolineato che: “la possibilità di vedere i propri affetti è un ausilio per accelerare i tempi di guarigione soprattutto sotto l’aspetto psico-fisico e soprattutto le persone ricoverate negli ospedali o nelle RSA cittadine hanno dovuto combattere il virus privandosi della vista degli affetti più cari”.

L’idea della “stanza degli abbracci”, già diffusa in varie parti d’Italia, prende ispirazione anche da uno dei quattro spot mandati in onda dal Ministero della Salute per la campagna per la vaccinazione anti-covid.