Al Teatro Vittorio Emanuele di Messina: applausi per “La Bibbia riveduta e scorretta”

UN MUSICAL CHE RIESCE A SPAZIARE, PASSANDO DA MOMENTI DI IRONIA A QUELLI DI SATIRA E DIVERTIMENTO

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Gli Oblivion, gruppo nato a Bologna nel 2003 e composto da cinque poliedrici artisti noti soprattutto per le loro divertenti e satiriche reinterpretazioni di affermate trame letterarie e conosciuti dal grande pubblico per il successo dei “Promessi Sposi in 10 Minuti” e di numerosi altri rifacimenti musicali, arriva al Teatro Vittorio Emanuele di Messina con la centesima replica dello spettacolo “La Bibbia Riveduta e Scorretta” un musical, che riesce a spaziare passando per momenti di grande ironia, satira e divertimento.

Mainz (Magonza), 1455. Johannes Gutenberg (Davide Calabrese) ha concluso i suoi esperimenti, ora è in grado di comporre e stampare un libro. Quale? Alla porta della sua stamperia bussa un signore, anzi il Signore. Dio (Fabio Vagnarelli) vuole diffondere nel mondo il suo messaggio, Gutenberg, assistito da Frau Schöffer (Graziana Borciani), lo trasforma nel primo libro, e best seller, della storia: la Bibbia.

22 brani originali, dal barocco al rap, una ricerca storica frutto di una buona conoscenza di base della Bibbia, quella vera, e dell’invenzione della stampa a caratteri mobili. Uno spettacolo scritto e inscenato tutto dagli “Oblivion”, così come le musiche (Lorenzo Scuda) e le coreografie (Francesca Folloni). La regia, invece, è di Giorgio Gallione, le scene e i costumi di Guido Fiorato.

Dalla circoncisione nella legge ebraica al racconto del diluvio universale, la storia è dissacrante ma il messaggio resta quello originale: “Se tu credi nel Signore lui crede in te”. Poi una serie di spunti comici… le peripezie per costruire l’arca, una teoria alternativa sull’estinzione dei dinosauri, Abele, Caino e la cucina di “Paternosterchef”, il “Pentateucothlon”.

Alla fine dello spettacolo si confermano le qualità del gruppo bolognese che riesce grazie ad una satira feroce e sferzante a smontare luoghi comuni e certezze che spesso si conformano nelle nostre menti, mitigando il vitale bisogno di mantenere sempre acceso e pulsante il pensiero critico, riflettendo sui drammi delle relazioni umane odierne, mettendo in luce i limiti dell’interpretazione attuale della Bibbia e di come la sua lettura, nel tempo, sia stata eccessivamente influenzata dai pregiudizi e dalle logiche del mercato.