«Chiedo di porre fine…, alla inconcludente e dannosa isola pedonale di Torre Faro, in quanto comporta gravi problemi a residenti e commercianti»

E' QUESTA LA RICHIESTA ODIERNA, CHE IL CONSIGLIERE COMUNALE DI MESSINA SALVATORE SORBELLO HA INVIATO AL SINDACO DI MESSINA CATENO DE LUCA, DOPO 8 GIORNI DALL'INIZIO DEL PROVVEDIMENTO VIABILE NEL VILLAGGIO DELLA ZONA NORD DELLA CITTA'

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«Chiedo di porre fine…, alla inconcludente e dannosa isola pedonale di Torre Faro, in quanto comporta gravi problemi a residenti e commercianti». E’ questa la richiesta odierna contenuta in una nota che il consigliere comunale peloritano Salvatore Sorbello ha inviato al sindaco Cateno De Luca, dopo 8 giorni dall’inizio del provvedimento viabile nel villaggio a Nord della Città… e al termine di un sopralluogo da lui effettuato ieri sera.

Sorbello ha aggiunto: «il borgo sembra in assetto di guerra con uomini della Municipale costretti a stare sotto il sole in orario diurno e con i lampeggianti accesi nelle ore serali; con colleghi motociclisti costretti a fare controlli di tipo rondistico; con i poveri verificatori di Atm piazzati, senza alcun rispetto, ai varchi e nei parcheggi (personale che, in un solo anno, ha cambiato tre mansioni, passando addirittura dalla cassa integrazione). È giunto il momento di dire basta ad esperimenti sulla pelle di cittadini, dei residenti, dei verificatori di atm e degli stessi vigili, che soffrono già la carenza di organico, da impiegare in altre ben più importanti attività. Una delibera che, seppur approvata dal Consiglio Comunale, era apparsa da subito come una forzatura. Adesso basta!».

Ha concluso Sorbello: «i cittadini di Faro sono stanchi di subire la volontà di pochi e di essere il giocattolino da montare e smontare per le esigenze elettorali di qualcuno. Non c’è un solo residente a Messina che, fuori dal centro storico, è costretto a dover pagare il parcheggio o a munirsi di eventuali pass. Questa circostanza non è ammissibile. Si revochi la delibera in autotutela e si restituisca dignità al borgo ed ai cittadini che così non si sentono tutelati».