Comandanti, direttori di macchina, sindacalisti: tutti zitti, con pochissime eccezioni

PRIMA DELL'INCHIESTA DELLA GUARDIA DI FINANZA, COORDINATA DALLA PROCURA DI TRAPANI, CHE HA PORTATO AL SEQUESTRO PREVENTIVO DELLA LIBERTY LINES - LA COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE DELLA FAMIGLIA MORACE, MONOPOLISTA IN SICILIA DEI COLLEGAMENTI VELOCI CON LE ISOLE MINORI SOVVENZIONATI DA STATO E REGIONE - CI SAREBBE STATO UN SOSTANZIALE SILENZIO SULLE CONDIZIONI IN CUI VIAGGIAVANO GLI ALISCAFI, ALCUNI DEI QUALI "SCASSATI"

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Testo… tratto da, www.messinatoday.it!

Comandanti, direttori di macchina, sindacalisti: tutti zitti, con pochissime eccezioni. Prima dell’inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Trapani, che ha portato al sequestro preventivo della Liberty Lines – la compagnia di navigazione della famiglia Morace, monopolista in Sicilia dei collegamenti veloci con le isole minori sovvenzionati da Stato e Regione – ci sarebbe stato un sostanziale silenzio sulle condizioni in cui viaggiavano gli aliscafi, alcuni dei quali “scassati”.

Un sistema che sarebbe stato messo in piedi per nascondere le avarie ed evitare che la Regione, preposta a vigilare sul rispetto della convenzione e sull’andamento delle corse (anche quelle statali), potesse comminare le penali economiche, e che altri enti potessero fermare i mezzi. Delle anomalie sulla flotta della Liberty Lines però si è accorta la guardia di finanza che ancora una volta è dovuta intervenire, su disposizione della magistratura, nei confronti di una società armatoriale.

È già successo a Caronte&Tourist isole minori, l’altro monopolista dei mari siciliani, che effettua in concessione i servizi di trasporto pubblico sia per conto della Regione sia per conto dello Stato – in quest’ultimo caso tramite Sns (joint venture con Liberty Lines) – che si è visto sequestrare in più fasi, tra il 2020 e il 2023, traghetti e fondi per carenze strutturali e di sicurezza, in particolare relative al trasporto di persone a mobilità ridotta.