E’ morta Sandra Milo, aveva compiuto 90 anni nel 2023… si è spenta nella sua abitazione e tra l’affetto dei suo cari come aveva richiesto: lo ha reso noto la famiglia

SALVATRICE ELENA GRECO NATA A TUNISI DA PADRE SICILIANO E MADRE TOSCANA È STATA UNA DELLE ATTRICI PIÙ POPOLARI DEL CINEMA ITALIANO, CONDUTTRICE TELEVISIVA, PERSONAGGIO TELEVISIVO E CANTANTE ITALIANA: MUSA DI FEDERICO FELLINI, SANDRA MILO ERA STATA SOPRANNOMINATA SANDROCCHIA

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Testo…, tratto da… www.ilriformista.it!

E’ morta Sandra Milo, aveva compiuto 90 anni nel 2023… si è spenta nella sua abitazione e tra l’affetto dei suo cari come aveva richiesto: lo ha reso noto la famiglia.

Salvatrice Elena Greco nata a Tunisi da padre siciliano e madre toscana è stata una delle attrici più popolari del cinema italiano, conduttrice televisiva, personaggio televisivo e cantante italiana: musa di Federico Fellini, Sandra Milo era stata soprannominata Sandrocchia.

L’aborto a 15 anni e il primo matrimonio: solo 21 giorni
Sandra Milo trascorse l’infanzia a Vicopisano, borgo medievale poco distante da Pisa, dove frequentò le scuole elementari sino alla quarta classe. Adolescente si trasferisce con la famiglia a Viareggio.

Nel 1948, a 15 anni, sposò il marchese Cesare Rodighiero, da cui rimase incinta, ma il bambino morì alla nascita a causa del parto prematuro. I due si separarono dopo soli 21 giorni dal matrimonio, ottenendo l’annullamento dal Tribunale della Rota Romana.

Il rapporto con Craxi e la politica
Non solo attrice e personaggio televisivo, Sandra Milo è stata molto attiva anche in politica. Accanto al Partito Socialista Italiano almeno dagli anni sessanta, fu molto vicina a Pietro Nenni. Negli anni ottanta Sandra Milo fu amante di Bettino Craxi, allora leader del PSI. La Milo partecipò attivamente a diverse campagne elettorali posando anche per manifesti.

Guai giudiziari: una pena a tredici mesi di reclusione
Nel 1999 Milo patteggiò una pena a tredici mesi di reclusione e a un milione e trecentomila lire di multa per aver concorso, assieme all’allora compagno Giuseppe Lo Presti, a una truffa immobiliare ai danni di tredici privati e otto banche per l’ammontare di circa 3 miliardi di lire.

I due facevano firmare false procure a persone interessate a vendere immobili di ingente valore, per poi acquistarli e con essi ottenere mutui presso istituti di credito.