«Giorgia, mia cara Giorgia, la tua presa di posizione è sacrosanta e probabilmente anche giusta…: “Tutto studiato a tavolino, circo, taglia e cuci di video, inchieste farlocche, linciaggio in contumacia, cattiveria, assenza di giudicato di condanna e tante altre belle parolone…”»

COSI' SCRIVE OGGI SU FACEBOOK FABRIZZIO PIGNALBERI, IL PRESIDENTE DEL PARTITO NAZIONALE PIU' ITALIA (CON SEDE A FROSINONE), RIVOLGENDOSI ALLA LEADER DI FRATELLI D'ITALIA... MELONI

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«Giorgia, mia cara Giorgia, la tua presa di posizione è sacrosanta e probabilmente anche giusta…: “Tutto studiato a tavolino, circo, taglia e cuci di video, inchieste farlocche, linciaggio in contumacia, cattiveria, assenza di giudicato di condanna e tante altre belle parolone…”». Ha scritto così oggi, su Facebook, Fabrizio Pignalberi il presidente del Partito nazionale (con sede a Frosinone) Più Italia, rivolgendosi alla leader di Fratelli d’Italia… Meloni.

Pignalberi prosegue: «hai detto tu stessa che non accetti farti fare la morale dai poteri forti, poiché non è corretto sparare sentenze di condanna, senza le necessarie verifiche sulla responsabilità. Ma ancora una volta hai fatto un altro scivolone…! Sai quale…? Immediatamente dopo la conclusione della prima puntata de -Le Iene-, dopo pochissimi secondi, con un banalissimo twitter, senza sapere nulla di quello che stava accadendo, mi hai buttato una valanga di fango addosso, rifiutandoti di comprendere che quelle persone che si erano rivolte alle Iene erano tutte schierate politicamente contro di me».

«Ho subito un boato mediatico sulla mia immagine che mai avrei immaginato di dover affrontare. Con me, hanno sofferto i miei dirigenti, i miei più stretti collaboratori, la mia famiglia, i miei figli. Tuttora ne pagano le conseguenze. Potrei dilungarmi a non finire…! Ma sai quale è stata la tua unica e vera colpa…? Sparare giudizi di condanna prima che lo abbia fatto un Giudice».

Conclude Pignalberi: «Giorgia, quello che ci contraddistingue da Voi è che -noi- non -condanniamo le persone mai prima-. Attendiamo che sia un Giudice a farlo, mediante una sentenza di condanna, perché come tu stessa sai, fino al terzo grado di giudizio, vige la presunzione di innocenza dell’imputato».