Il caso (riguardante l’imputato ed imprenditore Fabrizio Pignalberi), venuto alla ribalta nazionale grazie alle due puntate de ‘Le Iene’ andate in onda su Italia 1 l’1 e l’8 giugno scorsi dopo le ore 21.20 ma che si trascina dal 2012 innanzi ai giudici del Tribunale di Frosinone si è arricchito di un nuovo capitolo dopo l’impatto mediatico della trasmissione di Mediaset ed il servizio di Giulio Golia

IL PRESIDENTE DEL PARTITO PIU' ITALIA, DIFESO DALL'AVVOCATO MARIANO GIULIANO, HA PRESENTATO IERI IN UDIENZA, INNANZI ALLA GIUDICE CHIARA DOGLIETTO TUTTA LA DOCUMENTAZIONE ALLO SCOPO DI FARE CHIAREZZA SULLA DELICATA VICENDA

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Il caso (riguardante l’imputato ed imprenditore Fabrizio Pignalberi), venuto alla ribalta nazionale grazie alle due puntate de ‘Le Iene’ andate in onda su Italia 1 l’1 e l’8 giugno scorsi dopo le ore 21.20 ma che si trascina da 9 anni innanzi ai giudici del Tribunale di Frosinone si è arricchito di un nuovo capitolo dopo l’impatto mediatico della trasmissione di Mediaset ed il servizio di Giulio Golia.

Pignalberi che è stato difeso dall’avvocato Mariano Giuliano ha presentato ai magistrati le carte e le documentazioni per fare chiarezza sulla vicenda. Le accuse mosse nei riguardi dell’uomo (che è anche il presidente del Partito Più Italia), ed amplificate dal programma sono iniziate a cadere.

In un comunicato stampa che hanno diffuso i responsabili della Segreteria di Più Italia si legge: “tutta questa brutta storia di denunce e querele prende inizio nel lontano 2012. Fabrizio Pignalberi, accusato di esercizio abusivo della professione di avvocato e di truffa per falsi sinistri e polizze, ha rinunciato alla prescrizione in quanto vuole arrivare fino in fondo alla vicenda senza nessuna scorciatoia. In aula la controparte è caduta in contraddizione nel rispondere alle precise domande del pubblico ministero e in più occasioni non ha saputo avvalorare le proprie tesi. Per quanto riguarda l’essersi da parte di Pignalberi spacciato per avvocato la stessa controparte dichiara al pm di avere ‘presunto’ che lo stesso fosse un avvocato in quanto aveva visto la targa appesa fuori dall’ufficio con la scritta ‘Studio legale’”.

Ed ancora prosegue e conclude la nota: “davanti al giudice Chiara Doglietto crolla anche l’accusa riguardante i ‘famosi’ assegni perchè la controparte ammette di averli consegnati a Pignalberi per l’avvocato Giuliano il quale dichiara di non averli onorati. Il falso sinistro non trova riscontro in aula. La data della vendita dell’auto si è appurato essere dopo il giorno 30 aprile come più volte sottolineato da Fabrizio Pignalberi sia durante le sue dichiarazioni in diretta sia al giornalista Giulio Golia de ‘Le Iene’. Non solo, che l’autore del sinistro fosse Pignalberi era stato ‘riferito’ alla parte accusante durante una conversazione al bar… senza alcuna prova del fatto. E’ stato anche domandato agli accusatori di Pignalberi per quale motivo non fossero riusciti a completare i lavori nel casale di Serrone e la risposta è stata ‘perché non abbiamo pagato la ditta che ci ha fatto gli atti legali’. Per la questione delle polizze gli accusatori del presidente di Più Italia non sono state prodotte e il giudice Chiara Doglietto in mancanza di tale prova agli atti ha deciso di rinviare a ottobre la prossima udienza per verificare il tutto”.