Il consigliere comunale del #PD di Messina Alessandro Russo, in data odierna ha scritto una nota urgente al Prefetto di sede dottoressa Cosima Di Stani per richiedere una vigilanza assoluta nel rispetto della legittimità sulle ordinanze sindacali in tema di scuole cittadine e un intervento al fine di ristabilire il civile confronto democratico dopo le violenze verbali e l’aggressività politica operate da settimane dal primo cittadino Cateno De Luca

ECCO LA NOTA INTEGRALE

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Il consigliere comunale del #PD di Messina Alessandro Russo, in data odierna ha scritto una nota urgente al Prefetto di sede dottoressa Cosima Di Stani per richiedere una vigilanza assoluta nel rispetto della legittimità sulle ordinanze sindacali in tema di scuole cittadine e un intervento al fine di ristabilire il civile confronto democratico dopo le violenze verbali e l’aggressività politica operate da settimane dal primo cittadino Cateno De Luca.

Ecco la nota integrale:

  • Eccellenza, formulo la presente nota nella qualità di Consigliere Comunale in carica presso il Comune di Messina per sottoporre alla Sua autorevole attenzione la vicenda relativa ai provvedimenti straordinari e urgenti adottati nelle scorse settimane ex articolo 50 del D. Lgs. 267/2002, dal Sindaco di Messina, Cateno De Luca e che hanno interessato le attività didattiche delle scuole messinesi;
  • segnatamente, con le Ordinanze 310 e 311, rispettivamente del 07 e del 10 gennaio 2022, il Sindaco ha provveduto a sospendere le attività didattiche in presenza per spostarle in DAD a partire dal 10 gennaio e successivamente dal 13 gennaio fino al 23 gennaio;
  • alla lettura di entrambe le Ordinanze citate emerge chiaramente la loro grave carenza di legittimità, poiché nella parte motiva del provvedimento sono citati dei riferimenti normativi che non sono più vigenti e in particolar modo: nell’Ordinanza nr. 310 del 07/01/2022, viene espressamente fatto riferimento al comma 4 dell’art. 1 del D. L. n. 111 del 06/08/2021, nel quale si prevede la possibilità per i Presidenti regionali e per i Sindaci esclusivamente in regime di “zona arancione” o di “zona rossa” di poter sospendere le attività scolastiche in presenza e disporre il trasferimento delle medesime in DAD;
  • nell’Ordinanza nr. 311 del 09/01/2022, il citato riferimento viene cassato e viene riportato il riferimento sempre al citato D.L. 111/2021 nella versione modificata dalla Legge di conversione, la nr. 133 del 24.09.2021: in questo caso, nel riferimento viene meno la “zona arancione” e resta in piedi – e viene chiaramente citata – la sola “zona rossa”, come regime necessario affinché il Sindaco possa provvedere localmente alla sospensione dell’attività didattica in presenza. Orbene, in entrambe le Ordinanze sindacali citate, pertanto, sono palesi le illegittimità in riferimento all’impianto normativo vigente nell’ambito scolastico in regime di pandemia da Covid-19, che, solo per mere ragioni argomentative si ricordano in questa sede… secondo la vigente L. 133/2021, che ha convertito con modifiche il D.L. 111/2021, affinché il Sindaco possa sospendere le attività didattiche in presenza disponendone la prosecuzione in DAD o in DID, devono ricorrere entrambe le seguenti circostanze, che sono tassative e pregiudiziali ai fini della legittimità dei provvedimenti assunti: 1) il Comune deve trovarsi in regime di “zona rossa”; 2) nel Comune deve esistere una situazione caratterizzata da “circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica”;
  • come emerge alla lettura del testo di legge, le due circostanze devono concorrere contestualmente nella formula dell’ “et…et” e non in quella dell’ “aut…aut”;
  • per la Città di Messina non sono mai state presenti le due circostanze: sicuramente mancava il suo essere inserita in un ambito di “zona rossa” (come ancora alla data attuale), probabilmente mancava il requisito della eccezionale e straordinaria necessità, poiché non può ritenersi assorbito tale requisito dalla nota che ASP ME ha prodotto in data 07/01/2022 con nr. prot. 0002573/22 e indirizzata al solo Sindaco di Messina, nella quale veniva riportata la generica affermazione per cui: “si condividono le proposte all’uopo formulate dal Sindaco di Messina e relative sia alla dichiarazione della zona arancione nel territorio della provincia di Messina e sia alla chiusura degli istituti comprensivi e scolastici pubblici, privati e paritari di ogni ordine e grado, ivi compresi gli asili nido, micronido, sezioni primavera e gli asili in casa, per il periodo intercorrente dal 10.01.2022 al 23.01.2022 compreso”. In questa nota appena citata, infatti – che peraltro avrebbe dovuto essere presentata e inviata a Sua Eccellenza e alla Presidenza della Regione Siciliana – manca evidentemente il puntuale riferimento statistico, l’analisi del rischio imminente, il riferimento ad una casistica riscontrata dettagliatamente sul campo da parte del Dipartimento di Prevenzione del territorio che sono ovviamente presupposto scientifico e non arbitrario al gravissimo provvedimento della sospensione delle attività didattiche in presenza. La nota presentata da ASP ME, lungi dall’assolvere a questa necessaria condizione di presupposto, appare irritualmente inviata al Sindaco della Città e priva di un approfondito e dettagliato studio, non generico, delle condizioni di diffusione del contagio nelle scuole cittadine: del resto, tale non poteva essere, se si consideri che le scuole a quella data erano chiuse per le vacanze di Natale, quindi i focolai non solo non potevano rilevarsi ma non potevano fisicamente darsi;
  • e che le circostanze che motivano le Ordinanze sindacali assunte in tema di sospensione delle attività didattiche in presenza siano quelle sopra ricordate è confermato da giurisprudenza ampiamente maggioritaria, tra la quale deve essere sicuramente citato il Decreto Presidenziale del TAR Calabria n. 253 del 16/04/2021 che dettaglia ampiamente i requisiti di “eccezionale e straordinaria necessità” e il recentissimo Decreto Presidenziale del TAR Campania nr. 90 del 10.01.2022, avverso l’ordinanza del Presidente della Giunta regionale della Campania che sospendeva l’attività didattica in presenza per i comuni della Regione. L’Ordinanza sindacale nr. 311, negli scorsi giorni è stata oggetto di ricorso da parte di alcune famiglie messinesi al TAR Sicilia di Catania, il quale ha deciso di sospendere la vigenza dell’Ordinanza in attesa della discussione del merito, in data 09.02.2022. nel sospendere la vigenza dell’Ordinanza nr. 311 non può non riscontrarsi come le motivazioni di legittimità che erano sottostanti all’assunzione del provvedimento fossero evidentemente inconsistenti, a conferma di quanto sopra richiamato nella presente nota;
  • orbene, Eccellenza, nel dibattito politico cittadino di queste ore, caratterizzato da una contrapposizione violenta e volgare operata dal Sindaco di Messina attraverso il suo profilo personale di Facebook contro chiunque, esponente dei partiti politici, sindacale, associazionistico o di movimento civico, liberamente esprima il proprio giudizio rispetto alle decisioni assunte dal primo cittadino, esponendo ciascuno di questi individui al pubblico ludibrio, alla gogna mediatica pubblica, all’insulto collettivo, al degrado personale e alla umiliazione della persona che riveste particolare ripugnanza poiché operata dal Sindaco della città, rappresentante del Governo e capo dell’Amministrazione locale, il quale dovrebbe essere chiamato – per giuramento sulla Costituzione – al rispetto di valori quali il decoro istituzionale e l’onore pubblico, al fine di evitare che la materia sanitaria e il diritto allo studio possano divenire ennesima occasione di scontro e di polemica accesa che esporrebbe inevitabilmente esponenti pubblici messinesi a divenire, come già accaduto, in obiettivi di violenza verbale e di aggressione da parte del Sindaco nelle sue dirette sui canali social personali, si chiede una Sua pronta e attenta vigilanza nei prossimi giorni, nella eventualità più volte paventata che il Sindaco della città possa procedere alla emanazione di nuove ordinanze ex art. 50 del TUEL che provvedessero alla reiterata sospensione delle attività didattiche in presenza con contestuale prosecuzione in DAD;
  • la sopra riportata ipotesi di reiterazione di Ordinanze di tale portata, che sarebbero in contrasto con la recente decisione del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, come ricordato non solo presenterebbe motivi di contrasto con la vigente normativa citata (L. 133/2021) ma ancora di più presenterebbe profili di illegittimità laddove dovesse essere assunta in ossequio alle previsioni contenute nell’Ordinanza contingibile e urgente del Presidente della Regione Siciliana nr. 1 del 07/01/2022, poiché la medesima, all’articolo 2, rubricato “Disposizioni per il sistema scolastico”, appare a sua volta in contrasto chiaro e palese con la L. 133/2021, ove preveda che: “nei territori dichiarati zona rossa o arancione ed in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Covid-19 nella popolazione scolastica (…) il Sindaco può adottare provvedimenti di sospensione, totale o parziale, delle attività didattiche, con conseguente adozione della Dad”;
  • come a Sua Eccellenza non sfuggirà, il disposto dell’art. 2 della citata Ordinanza del Presidente della Regione Siciliana è in palese contrasto con le previsioni della L. 133/2021, che rappresenta un limite insuperabile dell’ordinamento scolastico su tutto il territorio nazionale e per tutti gli Organi competenti per la materia, siano esse le Regioni, siano essi i Comuni. La legge 133/2021 limita alle sole “zone rosse” l’adozione di tali eccezionali provvedimenti sulle attività didattiche, preclude che tale circostanza possa verificarsi per le “zone arancioni”. Talché la stessa ordinanza del Presidente della Regione appare in palese contrasto con i principi ispiratori della legge nazionale. Ne discenderebbe, Eccellenza, che laddove le ipotesi di reiterazione delle Ordinanze sindacali del Sindaco di Messina fossero riferite alla citata Ordinanza P.d. Reg. nr. 1 del 07/01/2022, verrebbero assunte sulla base di un riferimento di legittimità di per sé viziato da legittimità a monte, il che travolgerebbe l’Ordinanza sindacale eventualmente assunta;
  • eccellenza, la presente nota è rivolta ad Ella perché possa esercitare con l’autorevolezza che Le è riconosciuta tutti i poteri di intervento laddove dovessero essere posti in essere, da parte del Sindaco di Messina, provvedimenti contingibili e urgenti che fossero in palese contrasto con la vigente normativa del settore scolastico in ambito pandemico da Covid-19. Tale azione si rende necessaria per preservare il più possibile il diritto costituzionalmente garantito allo studio e la serenità degli studenti, delle famiglie e del personale scolastico in un momento di grande crisi sanitaria, che richiederebbe poche ma chiare direttive e regole di svolgimento delle attività didattiche, non certo il continuo e indecoroso balletto di competenze e di provvedimenti che lasciano le famiglie e gli studenti in uno stato di perenne indeterminazione e ignoranza su un tema così delicato come la frequenza scolastica. Un balletto di responsabilità che ancora una volta espone la Città di Messina, a differenza degli altri Comuni siciliani, a uno stato di generale attesa di sempre ulteriori provvedimenti dell’ultima ora, spesso viziati di illegittimità, che non consentono alle famiglie di poter programmare la quotidianità, alle scuole di rendere un servizio di istruzione adeguato e rispondente ai diritti degli studenti;
  • mi appello inoltre a Sua Eccellenza affinché ponga in essere ogni tentativo autorevole di mitigazione dei comportamenti, dei linguaggi e delle modalità comunicative del Sindaco di Messina, il quale scredita il ruolo pubblico di cui è rivestito e squalifica nella comunità la funzione di Governo a cui è chiamato; al tempo stesso, affinché Ella vigili sulle forme di aggressività verbale e politica cui sottopone esponenti della politica locale, dei sindacati, dei movimenti, i quali si trovano isolati nella comunità e completamente privi di una autorevole copertura nell’esercizio dei propri intangibili diritti costituzionali di espressione delle proprie opinioni: quando un Sindaco della Città prende a pernacchie autorevoli esponenti della politica o del sindacato, o quando la corrispondenza personale di un esponente della politica è diffusa nel pubblico ludibrio sul canale social personale del Sindaco dinanzi a migliaia di utenti connessi, Eccellenza, è la stessa tenuta democratica e dei diritti costituzionali a venire meno. Ed è parere dello scrivente che debba essere Sua Eccellenza a intervenire decisamente, prontamente e autorevolmente;
  • certo di un Suo riscontro alla presente, l’occasione mi è grata per porgere Cordiali saluti.