Il gioco d’azzardo non doveva essere il vizio di un fedelissimo della cosca: era il codice d’onore di Franco Luppino, il presunto boss di Campobello di Mazara che era il referente di Matteo Messina Denaro sul mandamento provinciale

NON VOLEVA TRA I PIEDI MALATI DI LUDOPATIA

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Testo…, tratto da… www.blogsicilia.it!

Il gioco d’azzardo non doveva essere il vizio di un fedelissimo della cosca: era il codice d’onore di Franco Luppino, il presunto boss di Campobello di Mazara che era il referente di Matteo Messina Denaro sul mandamento provinciale. Luppino avrebbe redarguito la sua fidata spalla perché non avrebbe dovuto prendere questa strada. E lo aveva anche messo in guardia, facendogli capire che lo avrebbe messo alla porta. Così come aveva fatto con un altro “soldato” del mandamento che era stato “posato” per questo suo vizio.

Le intercettazioni
L’avversità di Luppino nei confronti della ludopatia emerge dalle intercettazioni scaturite dall’indagine “Hesperia” che all’alba di ieri ha portato a 70 indagati, di cui 35 con misure cautelari, nei confronti di presunti fiancheggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. Il ruolo di spicco in qualità di referente era proprio quello di Luppino che addirittura sarebbe stato scelto dall’imprendibile latitante per riorganizzare la cosca e far rientrare anche i conflitti interni, culminati persino con un omicidio nel 2017.

Fuori il ludopatico
Luppino ad un certo punto aveva deciso di buttare fuori tale Marco Manzo dal sodalizio. Il motivo sarebbe non solo per il vizio in sé ma anche perché questa condizione lo aveva portato a sgarrare. In un’intercettazione registrata fra Piero Di Natale e Marco Buffa, entrambi vicino a Luppino, si evince proprio che Marco Manzo avrebbe trattenuto per sé parte dei proventi economici destinati al capomafia Luppino.

La confessione di un fedelissimo
Lo stesso Di Natale fece anche una confessione, e cioè che anche lui era caduto nella trappola della ludopatia e che fosse stato scoperto da Luppino. In un altro dialogo sempre con Buffa dice: “Mi ha detto… Ma aspetta un minuto Piero, ma per che cosa giochi? Vedi che fai solo danni non concludi niente, cosa fai? Tutti i soldi che hai li prendi e te li vai a giocare? E resti sempre, perché lavori come un asino e poi sei sempre senza soldi, come fai? Se devi fare così, Piero, dimmelo, perché io so cosa devo fare con te. Se tu hai bisogno di curarti ti puoi andare anche a curare, perché questo non è facile da togliersi perché la ludopatia è una cosa terribile”.