Il tecnico della Juve ha portato in tribunale la donna perché usava il suo assegno di mantenimento per investimenti e per pagare gli studi di una figlia avuta in precedenza

L’EX COMPAGNA DI MASSIMILIANO ALLEGRI, CLAUDIA UGHI SI DIFENDE: "IN FAMIGLIA SERVE UN TENORE DI VITA OMOGENEO"

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Articolo…, tratto da… https://torino.repubblica.it!

È un processo per appropriazione indebita e per violazione degli obblighi familiari quello che si apre davanti al tribunale di Torino il prossimo 5 luglio e che vede contrapposti l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri e la sua ex Claudia Ughi. Ma quello che viene portato all’attenzione del giudice, di fatto, è il modo in cui si crescono i figli. Un tema già difficile ma che si complica ulteriormente quando c’è un evidente «divario tra le condizioni economiche» dei due genitori e soprattutto in famiglie allargate, in cui il denaro dell’assegno di mantenimento è indirizzato a un figlio ma in famiglia ci sono altri bambini e il rischio di fare «figli e figliastri» passa dall’essere un problema di educazione fino a diventare fulcro di un processo.

È questo il caso della disputa giudiziaria che ha come protagonisti il mister bianconero e la donna con cui è stato legato dal 2003 al 2017 e con cui ha avuto un figlio che oggi ha 10 anni. Allegri accusa Ughi di aver tenuto per sé oltre 200 mila euro dei 600 mila versati in cinque anni per il figlio avuto assieme: diecimila euro al mese più svariate altre spese. E di aver usato quelle cifre anche per investimenti finanziari, per l’acquisto di una casa e anche per spese scolastiche per la figlia più grande di lei, avuta da una precedente relazione.

Dunque a processo Max Allegri è parte offesa, assistito dall’avvocato Pietro Nacci Manara del foro di Bari, forte di un’inchiesta della guardia di finanza che ha portato anche a un sequesto preventivo dei beni dell’ex fidanzata. Ma la donna si difende, assistita dagli avvocati Davide Steccanella del foro di Milano e dal collega di Torino Paolo Davico Bonino: «Appare anche a prima vista giuridicamente poco sostenibile che si rimproveri a una madre di non “pesare con il bilancino” tra due fratelli conviventi, facendo, come suole dirsi “figli e figliastri”, nel momento in cui deve affrontare le spese quotidiane di vita in comune del medesimo nucleo familiare».

Claudia Ughi insiste che «non pare consigliabile che si pretenda che nel ristretto ambito di una famiglia composta da tre persone una madre acquisti, per esempio, un maglioncino di minor pregio alla sorella rispetto a quello del fratellino solo perché il padre del secondo è più ricco di quello della prima». Al contrario, spiega la difesa, «logica vuole che in caso di notevole divario tra due su tre componenti di uno stesso nucleo familiare (madre, sorella e fratello), la necessità di garantire adeguato tenore di vita a un bambino di 10 anni all’interno del nucleo ove è collocato, ricomprenda anche la necessità che gli altri due non vivano in condizioni economiche ed esistenziali del tutto disomogenee, perché altrimenti la stessa qualità di vita del minore, che quotidianamente vive con loro, inevitabilmente ne risentirebbe».

Questo vale per l’università della figlia maggiore, che studia all’estero e le cui spese di istruzione vengono divise tra Claudia Ughi e il padre della ragazza. E vale per la casa di Livorno, città in cui ci sono i parenti sia di Allegri che di Claudia Ughi, in cui il bambino trascorre le vacanze e in cui ha passato anche tre mesi durante il primo periodo di lockdown nel 2020, peraltro — sottolinea la difesa — su insistenza del tecnico bianconero.

La denuncia di Allegri nei confronti dell’ex compagna è arrivata in procura dopo un’altra querelle giudiziaria, che si è svolta in sede civile quando l’allenatore ha provato a chiedere una revisione dell’accordo sul mantenimento che era stato ratificato dal trinunale di Torino nel 2017. In quell’occasione era stato pattuito che l’uomo versasse dieci mila euro al mese oltre a coprire altre spese, incluse le vacanze. Dopo aver lasciato nel 2019 la panchina della Juventus, vista anche la repentina riduzione del reddito, Allegri ha chiesto che venisse dimezzato l’assegno, portandolo a cinquemila euro mensili. Ma i giudici hanno respinto la proposta anche perché nel frattempo Allegri era stato di nuovo chiamato a guidare la squadra bianconera.

Proprio dalla documentazione avuta in tribunale, tra estratti conto e distinte di versamento, è nata la querela nei confronti della donna, accusata di aver preso per sé i soldi del figlio. Ma i difensori di Ughi evidenziano che la stessa guardia di finanza nelle sue indagini ha chiarito che «il denaro non è stato fatto dolosamente sparire» dalla madre, ma investito nell’interesse in primis del nucleo familiare di cui il minore fa parte a pieno titolo».