La situazione di villa Mazzini a Messina, rappresenta un problema per gli esercenti dello spazio verde

MESSI A DURA PROVA DALLA AVVENUTA PUBBLICAZIONE DI UN BANDO, LO SCORSO 5 MAGGIO, DA PARTE DELL'AMMI9NISTRAZIONE DE LUCA, CHE VORREBBE AFFIDARE L'AREA A PRIVATI

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La situazione di villa Mazzini a Messina, rappresenta un problema per gli esercenti dello spazio di viale boccetta, che sono stati messi a dura prova dalla avvenuta pubblicazione (lo scorso 5 maggio) di un bando per l’affidamento dell’area a privati da parte dell’Amministrazione Comunale rappresentata dal sindaco Cateno De Luca. La scadenza del provvedimento emanato dal Dipartimento Arredo Urbano, è quella del 7 luglio prossimo. E come affermato lo scorso 31 maggio dall’assessore Massimo Minutoli, il presunto obiettivo del Comune è quello di riqualificare la zona e contrastare l’abusivismo.

C’è un però in tutta questa vicenda, antecedentemente al dispositivo attraverso il quale l’Ente pubblico intenderebbe concedere a terzi il grande parco pubblico i responsabili rappresentati tanto da Minutoli quanto dal primo cittadino non hanno adempiuto alla convocazione di una Conferenza dei Servizi prevista dall’articolo 14 della Legge 241 del 1990, con gli operatori esistenti all’interno del famoso giardino cittadino, malgrado gli stessi abbiano sempre interloquito con Palazzo Zanca attraverso l’invio di lettere regolarmente protocollate, ma rimaste sempre inevase.

Così i lavoratori del polmone verde, oltre a non essere stati coinvolti nella stesura dell’articolato avviso si sono visti definire abusivi e per meglio farli passare per tali gli Uffici del Municipio peloritano… pensando di non sbagliare gli hanno inviato la Revoca delle Autorizzazioni. Questo ultimo passaggio, comunque, è avvenuto in violazione dell’articolo 7 (Comunicazione di avvio del procedimento) della Legge 241 del 1990, come accaduto ad esempio con il chiosco storico gestito dal signor Umberto Nastasi, che comunque a tutela dei propri interessi ha già presentato innanzi al Tar di Catania, la giusta opposizione all’annuncio pubblicato come detto il 5 maggio, ed altrettanto farà per rientrare in possesso della maltolta Concessione, per difendere il proprio diritto al lavoro e portare sempre avanti il principio del rispetto della legalità.