“La tracotanza del giornalismo appoggiato da “certe” procure…”

LO HA EVIDENZIATO IN UN POST PUBBLICATO OGGI 27 AGOSTO 2022, SULLA SUA PAGINA FACEBOOK 'ADESSO PARLA ROSY' LA CRONISTA CALABRESE ROSA MEGLIO CONOSCIUTA COME ROSY CANALE... CANDIDATA ALLE ELEZIONI DEL 25 SETTEMBRE NEL PARTITO 'ALTERNATIVA PER L'ITALIA' FONDATO QUALCHE MESE FA DA MARIO ADINOLFI (IL POPOLO DELLA FAMIGLIA) E SIMONE DI STEFANO (EXIT)

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Lo ha specificato oggi 27 agosto 2022 sulla sua Pagina Facebook ‘Adesso parla Rosy’, la blogger Rosa detta Rosy Canale che il prossimo 25 settembre sarà presente nelle Liste di ‘Alternativa per l’Italia’ la formazione politica costituita nei mesi scorsi da Mario Adinolfi (Il Popolo della Famiglia) e Simone Di Stefano (Exit):

  • “La tracotanza del giornalismo appoggiato da “certe” procure…”. La pubblicazione del mio “santino” elettorale il cui slogan è “UNA CALABRIA LIBERA DAI PROCUR-ATTORI” ha scatenato un’immediata reazione. In meno di 24 ore Il Fatto Quotidiano, il giornale dei manettari, ha avviato la macchina del fango pubblicando un articolo dedicato agli IMPRESENTABILI. In fondo si tratta di cittadini che, sebbene sono stati attraversati da procedimenti giudiziari, hanno tutte le carte in regola per poter partecipare ad una competizione elettorale. Mi viene dedicata l’apertura dell’articolo che fa riferimento a quel finto procedimento giudiziario del 2013 (operazione inganno) conclusosi con “avvenuta prescrizione”;
  • lo sapevano tutti che si sarebbe chiusa cosi: sapevano che penalmente non rischiavo nulla tranne quello squoiamento che mi è costato la vita! Dopo il politico primo grado di giudizio, nei 5 anni e mezzo successivi la Corte d’Appello di Reggio Calabria non è stata capace di fissare una data per il processo d’appello…, forse perché ci stavano ottime possibilità che la sottoscritta potesse essere assolta e allora perché rischiare di riabilitare Rosy Canale. Certo io non sono Mimmo Lucano a cui bisogna salvar la pelle prima che parli… (che se lui avesse mai rubato 300 altri hanno rubato 3 milioni…);
  • allora meglio lasciar impressa nella mente del popolo una condanna in primo grado vergognosa e spropositata. Lucio Musolino, autore dell’articolo, vi ricorda la mia condanna. Anche io voglio ricordarvi che Lucio Musolino è lo stesso giornalista che nel 2013 ottenne l’ordinanza del mio arresto con giorni di anticipo, per una palese violazione di segreto d’ufficio operata da qualche suo “compare” della Procura di Reggio Calabria. Ha avuto cosi più tempo per concordare il mio linciaggio mediatico fondato sulle bugie certificate da Sua Santità Gratteri, a cui Musolino da anni dedica inchini su inchini… come nella migliore tradizione paesana. Ma in Calabria si dice che gli inchini si fanno solo nei confronti dei santi (Dio) o dei boss (quelli che si sentono Dio). Decidete voi quale sia il caso più calzante. UNA CALABRIA SENZA PROCUR-ATTORI È POSSIBILE, UNA TERRA IN CUI LA GIUSTIZIA SOCIALE ESISTE E NON È UNO STRUMENTO DI PERSECUZIONE.

“#adessoparlarosy #adessoparloio #rosycanale #nonsiamosoli #gratteridimettiti #elezioni22settembre #procurattore”.