“L’incantesimo è stato rotto…, dopo quarantotto anni un italiano torna a vincere uno Slam, uno dei quattro tornei che regalano il nome di un tennista alla storia: e chi poteva riuscire in quella che fino a poco tempo fa sembrava una chimera, se non Jannik Sinner? L’azzurro con il trionfo di ieri agli Australian Open ha legittimato tutte le aspettative che i tifosi tricolore vi riponevano, fin da quando ha fatto la sua comparsa nel circuito maggiore, vincendo subito la finals dedicate ai Next Gen”

"D’ALTRONDE ANCHE LE MODALITÀ CON CUI SINNER HA FATTO SUA LA FINALE DI MELBOURNE RICHIAMANO LE IMPRESE DEI PIÙ GRANDI CAMPIONI, PASSANDO DAL BARATRO ALL’EMPIREO CON UNA CAPACITÀ DI REAZIONE ALLE AVVERSITÀ CHE SOLO UN PREDESTINATO PUÒ AVERE: COSA DIRE DI CIÒ CHE AVRÀ PROVATO DANIIL MEDVEDEV QUANDO HA REALIZZATO CHE TUTTO QUANTO DI BUONO FATTO NEI PRIMI DUE SET NON SAREBBE VALSO A NIENTE? GIÀ SOTTO 6-3 6-3, PER L’ALTOATESINO LE SORTI DEL MATCH SEMBRAVANO ESSERSI MESSE QUASI IRRIMEDIABILMENTE VERSO IL PEGGIO, SEMPRE CHE DA LÌ A POCO NON AVESSE FATTO FINALMENTE LA SUA COMPARSA IN CAMPO IL VERO SINNER"

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Testo…, tratto da… www.sportwebsicilia.it!

“L’incantesimo è stato rotto…, dopo quarantotto anni un italiano torna a vincere uno Slam, uno dei quattro tornei che regalano il nome di un tennista alla storia: e chi poteva riuscire in quella che fino a poco tempo fa sembrava una chimera, se non Jannik Sinner? L’azzurro con il trionfo di ieri agli Australian Open ha legittimato tutte le aspettative che i tifosi tricolore vi riponevano, fin da quando ha fatto la sua comparsa nel circuito maggiore, vincendo subito la finals dedicate ai Next Gen”. Era il 2019, e da allora la crescita di colui che oggi ha appena 22 anni è stata esponenziale e senza brutti arresti. Nel mezzo, meno di tre mesi fa, è arrivata pure la gioia della Coppa Davis, vinta assieme ai compagni di una nazionale che lo vede come punto di riferimento. Ma il successo nel singolare di uno Slam è diverso, ha qualcosa di epico che rimane senza pari.

Dall’inferno al paradiso
“D’altronde anche le modalità con cui Sinner ha fatto sua la finale di Melbourne richiamano le imprese dei più grandi campioni, passando dal baratro all’empireo con una capacità di reazione alle avversità che solo un predestinato può avere: cosa dire di ciò che avrà provato Daniil Medvedev quando ha realizzato che tutto quanto di buono fatto nei primi due set non sarebbe valso a niente? Già sotto 6-3 6-3, per l’altoatesino le sorti del match sembravano essersi messe quasi irrimediabilmente verso il peggio, sempre che da lì a poco non avesse fatto finalmente la sua comparsa in campo il vero Sinner”.

Mai nessu italiano prima di Sinner
Ed il miracolo è avvenuto per davvero, nel momento in cui il numero 4 al mondo è tornato quello che per tutto il torneo non aveva lasciato che le briciole agli avversari, e che in semifinale si era quasi fatto beffe di un certo Novak Djokovic. Così terzo e quarto set parlano italiano, 6-4 6-4, grazie ad una chirurgicità nel piazzare i break decisivi che al momento non ha pari. Allo stesso modo, quando nel quinto set il nostro pel di carota sul 3 a 2 è riuscito a strappare il servizio al russo, il più sembrava ormai fatto. Manco a dirlo, per Medvedev non c’è stato più modo di riaprire le sorti della partita, vinta da Sinner al primo championship point utile. Primo italiano nella storia a vincere un Australian Open. Forza!