Nella giornata di ieri 8 novembre 2022, nel Processo Miramare che si è svolto in secondo grado a Reggio Calabria, un procedimento in cui tra gli altri era imputato il sindaco (che era sospeso per effetto della Legge Severino) Giuseppe Falcomatà, i giudici della Corte d’Appello hanno emesso la Sentenza dopo dieci ore di Camera di Consiglio la quale è terminata con la conferma della condanna per il primo cittadino

RISPETTO AL DISPOSITIVO DI PRIME CURE, EMESSO DAI COMPONENTI DEL LOCALE TRIBUNALE, COL QUALE FALCOMATÀ NEL NOVEMBRE 2021 VENNE CONDANNATO A 1 ANNO E 4 MESI I COLLEGHI DI SECONDA ISTANZA HANNO RIFORMATO LA PENA ABBASSANDOLA AD 1 ANNO

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Nella giornata di ieri 8 novembre 2022, nel Processo Miramare che si è svolto in secondo grado a Reggio Calabria, un procedimento in cui tra gli altri era imputato il sindaco (che era sospeso per effetto della Legge Severino) Giuseppe Falcomatà, i giudici della Corte d’Appello hanno emesso la Sentenza dopo dieci ore di Camera di Consiglio la quale è terminata con la conferma della condanna per il primo cittadino. Rispetto al Dispositivo di prime cure, emesso dai componenti del locale Tribunale, col quale Falcomatà nel novembre 2021 venne condannato a 1 anno e 4 mesi i colleghi di seconda Istanza hanno riformato la pena abbassandola ad 1 anno.

Anche gli ex assessori coinvolti nella procedura penale accennata – Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti – condannati in primo grado per abuso d’ufficio a un anno di reclusione, la pena è stata ridotta, a sei mesi. Falcomatà era presente al momento della lettura del dispositivo da parte della Corte. La Corte d’Appello, è stata presieduta dal giudice Lucia Monica Monaco (a latere Antonino Laganà e Concettina Garreffa).

Il Processo è nato da un’inchiesta sulle irregolarità nelle procedure di affidamento ad un’associazione, che sarebbero avvenute senza bando, del Grand Hotel Miramare. L’immobile era stato concesso all’associazione “Il sottoscala”, riconducibile all’imprenditore Paolo Zagarella. Al centro delle indagini, infatti c’erano i presunti rapporti tra Falcomatà e Zagarella che, in occasione delle elezioni comunali del 2014, aveva concesso gratuitamente al sindaco di Reggio Calabria alcuni locali di sua proprietà per ospitare la segreteria politica.

Il Dibattimento d’Appello, è iniziato l’11 ottobre e si è concluso in poche udienze fra le quali la prima nella quale il rappresentante della Pubblica Accusa il sostituto procuratore generale della Repubblica Walter Ignazitto coadiuvato dal collega Nicola De Caria aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per abuso d’ufficio. Compresa quella di martedì scorso, sono state celebrate 4 udienze per ascoltare gli avvocati delle parti coinvolte nella vicenda. La decisione dei consiglieri della Corte d’Appello reggina è giunta nel tardo pomeriggio con la lettura in Aula del Provvedimento fatta dal giudice Lucia Monica Monaco. Giuseppe Falcomatà…, per effetto della predetta pronuncia, resterà in fase di sospensione per altri 12 mesi.

L’eventuale applicazione della Prescrizione
Dal prossimo mese di gennaio, scatterà il periodo di decorrenza dei termini prescrittivi che comunque devono essere fatti valere a richiesta della parte interessata… e non è automatica. Il deposito della Sentenza, è previsto dopo 90 giorni dalla sua emissione e da allora decorreranno i tempi per la Prescrizione da chiedere agli ermellini della Suprema Corte di Cassazione sedente a Roma, i cui componenti dovranno poi fissare una udienza e successivamente decidere.

Il massimo responsabile dell’Amministrazione comunale calabrese, così ha commentato quel che è successo: “aspettiamo di leggere le motivazioni”.