Nell’ambito della manifestazione “Le Notti di BCsicilia” si terrà lunedì 7 agosto 2023 a Nicosia la visita guidata alle chiese del centro storico dal titolo: “Arte e Sacro tra ascese e declivi”

L'APPUNTAMENTO È FISSATO PER LE ORE 21,00 A LARGO S. BIAGIO, 2. DOPO GLI INTERVENTI DI MONS. GIUSEPPE SCHILLACI, VESCOVO DI NICOSIA, LUIGI BONELLI, SINDACO DI NICOSIA, ALFONSO LO CASCIO, PRESIDENTE REGIONALE BCSICILIA, E DOMENICO SCAVUZZO, PRESIDENTE LIONS CLUB NICOSIA, INIZIERÀ LA VISITA CHE SARÀ GUIDATA DA SANTINO BARBERA, RESPONSABILE UFFICIO PER LA PASTORALE DEL TURISMO E LELLA RUSSO, DIRETTORE DEL MUSEO DIOCESANO

355

Nell’ambito della manifestazione “Le Notti di BCsicilia” si terrà lunedì 7 agosto 2023 a Nicosia la visita guidata alle chiese del centro storico dal titolo: “Arte e Sacro tra ascese e declivi”.

L’appuntamento è fissato per le ore 21,00 a Largo S. Biagio, 2. Dopo gli interventi di mons. Giuseppe Schillaci, Vescovo di Nicosia, Luigi Bonelli, Sindaco di Nicosia, Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia, e Domenico Scavuzzo, Presidente Lions Club Nicosia, inizierà la visita che sarà guidata da Santino Barbera, Responsabile Ufficio per la Pastorale del turismo e Lella Russo, Direttore del Museo Diocesano. L’iniziativa è organizzata da BCsicilia in collaborazione con la Diocesi di Nicosia, il Comune di Nicosia, il Museo Diocesano e il Lions Club. Per informazioni Tel. 346.8241076 – Email: segreteria@bcsicilia.it.

Nicosia, “Civitas Constantissima”, si è sviluppata, nei secoli, abbarbicandosi su varie alture rocciose che le hanno conferito un profilo peculiare e suggestivo dal punto di vista scenografico e urbanistico. Sarà inerpicandosi per erte stradine e gradinate, che si schiudono a pittoreschi chiassi insospettati, o discendendo per repentine e ardue viuzze che, prendendo le mosse dal Museo Diocesano di Arte Sacra, si andrà alla scoperta di un ben più traboccante “museo diffuso” tra antichi quartieri dal passato autorevole. La Chiesa di San Vincenzo Ferreri, annessa al monastero di monache di clausura dell’ordine di san Domenico, ci catturerà subito con il cromatismo e lo sfondato prospettico degli affreschi del fiammingo Guglielmo Borremans.

Ad un tiro di schioppo troveremo la Basilica di Santa Maria Maggiore, costruita più a monte in sostituzione dell’antica chiesa duecentesca che una lenta ma inesorabile frana nel 1757 aveva trascinato a valle. All’interno si custodiscono molte opere di grande rilievo artistico, tra cui una cinquecentesca monumentale “Cona” marmorea di Antonello Gagini. Arricchiscono la chiesa le statue lignee seicentesche, realizzate dagli scultori nicosiani Giovanbattista e Stefano Li Volsi, mentre il crocefisso venerato dai nicosiani con l’appellativo di “Padre della Misericordia” è opera seicentesca in cartapesta del nicosiano Vincenzo Calamaro. Degradando verso il quartiere di S. Michele, quello che maggiormente serba vestigia arabe, ci accoglie la Chiesa di San Michele Arcangelo, fra le più antiche di Nicosia. La chiesa, risalente al sec. XII, purtroppo conserva ben poco della vetusta costruzione, ma l’elegante triabside continua ad immergerci in un’atmosfera medioevale.

L’interno, sormontato da un meraviglioso soffitto ligneo a capriate, ci offre un marmoreo San Michele Arcangelo attribuito ad Antonello Gagini e le sontuose seicentesche sculture lignee di San Luca Casale da Nicosia e San Michele, realizzate dai nicosiani Giovan Battista e Stefano Li Volsi. Dirigendoci nel cuore nel paese troveremo la Chiesa di San Nicolò, eretta a cattedrale nel 1817 allorché Nicosia divenne cattedra vescovile. Fu in quell’occasione che lo straordinario quattrocentesco soffitto ligneo dipinto venne occultato da una volta in stile neoclassico.

Al suo interno si custodiscono molte opere di pregevole fattura: sculture dei Gagini, dei Li Volsi e del Quattrocchi, tele del Velasco, del Patania e del Randazzo. Un intenso seicentesco crocifisso ligneo, venerato dai nicosiani con l’appellativo “Padre della Provvidenza”, è stato realizzato dal palermitano Gaspare De Miceli. Il percorso culminerà nell’ascesa alla Chiesa del SS. Salvatore. Dipinti e sculture sono prevalentemente seicenteschi, dopo la ricostruzione della chiesa duecentesca a seguito di un crollo verificatosi nel 1607.

L’esterno non è meno suggestivo dell’interno, non solo per la singolare presenza di tre meridiane e del “calendario delle rondinelle”, ma in special modo per il raffinato porticato a colonne binate che ci schiude ad una splendida panoramica mozzafiato.